sabato 27 dicembre 2008

Dalle idee alle azioni

Ci ha guidati fin qui l'idea di spazi esterni come qualcosa da non perdere. Insostituibili in parte, per le molte occasioni che offrono e per la possibilità di esperienze dirette, anche dai mezzi informativi e informatici con i quali oggi i bambini prendono confidenza fin da piccoli: la TV, il computer, i vari giochi tecnoligici.
Prosegiamo ora il nostro cammino, avvicinando tutto quello che i bambini fanno fuori. Dapprima posiamo l'occhio sui giochi più conosciuti, quelli che si vedono in giro, nei giardini delle scuole ma anche altrove. Hanno la loroattrativa, sono fonte di divertimento, vanno a completare l'arredo dello spazio. Poi, andiamo a vedere gli altri modi possibili di utilizzare questo spazio: quelli che non hanno bisogno di tante cose perche all'aperto già si trova molto.
E' attorno a questi modi che stanno nascendo nelle scuole proposte diverse per l'uso del girdino: innovative, stimolanti, fantasiose.

Lo spazio protetto!!!

Arrivati a questo punto, dopo tanto aver parlato del giardino come spazio da vivere, da favorire, da valorizzare, diamo voce ad una domanda. E' uno spzio sicuro, controllato, garantito al pari di quantoi bambini sono dentro le mura della scuola?
Qualcuno potrebbe obiettare: ma perche parlare alla fine di quelo che dovrebbe essere invece il punto di partenza?
In realtà è così, solo che questo luno percorso abbiamo fatto nostra quest'idea di sicurezza che si accompagna a una certa idea d'uso del giardino.
Anzi, sicurezza e opportunità viaggiano insieme, perche:
-se si accetta il fatto che i bambinimettono le mani nei posti più naturali (nella terra, ni cespugli, nella siepe) per vedere, osservare, toccare tanto più è necessariopresidiare quegli stessi posti ed essere certi che non vi siano spiacevoli sorprese;
-se si accolgono gli exploit dei bambini all'aperto o anche semplicemente il fatto che possono mettersi alla prova, misurarsi, provarsi, superarsi per scoprire fino a che punto riescono a spingersi bisogna avere un chiaro qual è il margine di rischio accettabile.
E tanto più questo è condiviso, anche con i genitori, tanto meno è allarmante;
-se si mette in conto che il giardino è tereno di tante asperienze, bisogna anche sapere cosa si va a fare fuori.
Molti aspetti legati alla sicurezza dei bambini risiedono già a monte:
- nel mondo in cui l'intero spazio esterno è pensato e allestito con la dovuta attenzione per ogni zona, ai "confini" tra l'una e l'altra, a quanto spazio ciascuna di loro richiede attorno per il tipo di gioco proposto;
-nella scelta delle attrezzature rigorosamente a norma, tenendo presente la "presa" che hanno sui bambini e l'uso che loro ne possono fare anche in relazione all'età. Le attrezzzature sono infatti lo spunto dei grandi movimenti: ruzzolare, dondolare, girare, arrampicarsi aspetti che affascinano i bambini più grandi ma che possono intimorire quelli più piccoli;
- negli accorgimenti preventivi, quali ad esempio la suddivisione dello spazio in aree, inzone racconte o protette per i bambini più piccoli.
Ci sono poi gesti di cura che rendono il girdino spazio vivibile a 360°. Oltre ai periodici interventi di manutenzione volti a tenere lo spazio sicuro, c'è il controlo giornaliero da parte del personale ausiliario o da chi precede ogni uscita: fà un po da apripista conloscopo di verificare che tuto sia apposto e che vi siano oggetti di dubbia natura.
C'è lo sguardo di chi stà fuori con i bambini: costante, ma non intrusivo, allenato a riconoscere ciò che per i bambini può diventare un potenziale pericolo.

sabato 20 dicembre 2008

Lo spazio per tutte le stagioni!!!

Nella bella stagione è ovviamente lo spazio preferito a tutto il resto. Accade, di solito, all'inizio della suola, quano stare fuori significa darsi il tempo per entrare in confidenza con l'ambiente. Ma anche dopo, nel lungo inverno, non appena le condizioni lo rendono possibile si allungano oi tempi all'aperto. Verso al fine dell'anno scolastico ci si trasferisce quasi fuori, con "armi e bagagli", trascorrendovi gran parte della giornata, volte anche pasto compreso...con quel sapore inconfondibile di scampagnata.
Poter uscire dà alla giornata un tocco diverso. Cambia l'umore stesso dei bambini: si vede la loro vitalità alla quale il giardino offre non tanto sfogo, bensì uno spazio dove meglio si può investire l'energia in progetti costruttivi.ùlo spazio esternoè più grande e agibilie: c'è il posto per smistarsi, c'è una varietà di materiali diversi che riduce anche i possibili fattori di contesa tra i bambini.
Il tempo è più esteso, dilatato, perfino i passaggi da una cosa all'altra sono più sfumati. Non a caso certe regole fuori si alentano un pò: il vocio stesso dei bambini appare meno disturbante, non c'è sempre necessità di contenere i toni.
Il giardino può esere ancora uno spazio che accompagna giorno dopo giorno la scuola, là dove i genitori e insegnanti insieme trovano un senso comune a questa prospettiva è più facile che il giardino possa diventare teritorio da vivere nelle diverse stagionie non solo una toccata e fuga.
Per vedere se è così freddo, come sembra, non resta che accertarsi di persona e molti termometri appesi all'esterno aiutano a dipanare il dubbio se uscire o no, e nel caso per quanto tempo rimanervi.
In fondo, ben attrezzati e coperti, nelle zone più accessibili o riparate e con la dovuta attenzione ai fattori ambientali, anche un giardino d'inverno conserva il suo fascino.
Quanti pupazzi di neve, ad esempio, si trovano in giro addobbati e vestiti come fossero amici a cui far visita.

E poi, le ragioni per andare fuori sono tante. Per fare esperimenti nei panni di piccoli scienziati bisogna pur mettere il naso dentro i fenomeni .
Anche un'uscita di tanto in tanto per "occuparsi" del giardino ha il suo valore, se fatta in un certo modo: è un prendersi a cuore lo spazio. Tenere in ordine, dare una sistemata, verificare che niente sia guastato sono piccoli gesti di cura che fanno nascere stteggiamenti più rispettosi verso la natura. Inaspettatamente, anche queste azioni sono fonte di piacere per i bambini.
C'è inoltre, quel tipo di uscita che ha proprio un valore esplorativo, in giardino come nei pressi della scuola: si esce per andare a veder quella particolare cosa di cui si stà parlando, per una passeggiata distensiva ma anche di perlustrazione dell'ambiente, ritornando a scuola "caricati" di cose o ispirati per qualche particolare creazione.
Molte di più possono essere le occasioni se si pensano gli esterni come una sorta di laboratorio perenne che offre materiali preziosi alla crescita: intellettiva, percettiva, affettiva, emotiva, estetica....

venerdì 19 dicembre 2008

Lo spazio come valore in più

Lo spazio esterno dà ai bambini nuove possibilità, alternative occasioni.
Seguendo i bambini nel loro gioco possiamo notare molteplici situazioni:

- Si muovono.
Dappertutto, di corsa, lentamente, su e giù da un punto all'altro, cascano e si rialzano alla prova di leggi fisiche ancora da scoprire, di equilibri da raggiungere o da consolidare. Prendono le distanze tra le cose (vicino, lontano, dietro, davanti, di lato), misurano il tempo che serve per raggiungerle (poco, tanto, subito). Incontrano ostacoli da superare o aggirare che richiedono soluzioni da atrovare sul momento. Sono movimenti spontanei che i bambini imparano a dosare, controllare prevedere con alcune variabili in più rispetto a uno spazio chiuso.

-Cercano.
Vanno a scovare i postio più inpensati portando alla luce cose nascoste, scoprono le piccole tane, seguono percorsi appena trattati per vedere dove vanno a finire. Riconoscono i cambiamenti che intervengono nella natura domandandosi cosa è successo. Tutto il territorio diventa zona di "conquista" dove lasciare dei segni per il giorno dopo.

-Guardano.
Si fermano a scrutare ogni piccolo dettaglio o vanno alla raccolta delle piccole cose riempiendosi le tasche come fossero dei tesori inestimabili. Ogni girono è una scoperta nuova. L'esterno è una miniera: più si scava più viene alla luce, più ci si addentra più si porta fuori. E' la parte curiosa dei bambini che non si accontenta di ciò che appare.

-Osano.
I bambini si tendono verso il ramo più alto, si arrampicano verso la cima, vogliono saltare dal muretto, s' infilano nei passaggi per vedere quanto sono capaci e grandi. L'esterno è una palestra di vita dove si sperimenta il senso del limite, della forza o si provano emozioni come aver fiducia in sè diventare più sicuri, cimentarsi in qualcosa di nuovo e di più difficile.

-Conversano.
I luoghi all'aperto sono ideali pèer intrattenersi a parlare, a fare ipotesi, a chiedersi il perchè su ciò che li circonda: le piante, i piccoli animali visti nel loro habitat naturale. Sono conoscenze non banali per un bambino e poterle mettere in comune fa sì che queste diventino veri e propri argomenti di discussione.

-Tramano.
Il giardino è anche il posto delle "bande", quella particolare forma di stare insieme e la forza e il fascino di fare gruppo, dell'allearsi, delle scorribande che più facilmente riuniscono a grappolo i bambini con ruoli che diventano funzionali ad un progetto comune. E i vari luoghi sono tutti da sperimentare: essere il leader del gruppo, alternarsi nella guida, andare al traino, essere il complice di turno, starsene un pò in disparte.

Tante cose accadono quasi da sole perche i bambini all'aperto sono a loro agio. Cose che possono fermarsi qui, nel loro accadere o cose che invece possono diventare patrimonio da sviluppare ed è qui che può intervenire il pensiero dell'educatore.

IL GIARDINO....nome molto famliare!!!

Bambini, educatori e insegnanti chiamano più facilente gli aspazi esterni: giardino. Nome entrato nellinguaggio di tutti i giorni peri indicare quella zona sicura, protetta, controllata, dove i bambini possono stare all'aperto. Cosa ancor più preziosa oggi, tempo in cui le abitudini sono mutate e la strada, la piazza, il cortile non sono i posti di una volta.
Il giardino è il luogo amato dai bambini, ricercato al punto che in certi momenti, o periodi, diventa insistente questa domanda: " Quando usciamo?" damanda che circola anche nelle giornate solitamente considerate impossibili, a volte dettata solo dla bisogno di un'altra dimensione.
Basta osservare come giocano all'aperto per capire questo lro rapporto con il fuori. Ad esempio, c'è il tempo della corsa, subito interrotta quando l'occhio si posa su un piccolo particolare.
Oppure c'è quella pozza d'acqua che rimane il giorno dopo la pioggia e che diventa un laboratorio in miniatura per impasti di acqua e terra.
Non si può negare quel modo di vedere il giardino come qualcosa di diverso dalle proposte più evidentamente didattiche. E questo vale a volte anche per la scuola. In giardino si va a lavori finiti, o per contenere quella impellente voglia di muoversi dei bambini, per asciugare quelche lacrima, per far fonte a variabili impreviste.
Situazioni senz'altro importanti ma non uniche. Pesa anche l'idea che il "fuori" non sempre può dare prove concrete di un lavoro fotto con i bambini.
Ci sono molti timori che accompagno l'uscita di questi bambini dai più semplici, legati al clima: troppo caldo, troppo freddo, troppo incerto; quante raccomandazioni: non sudare, non correre troppo, non sporcarsi. A quelli più frofondi: che il bambino possa cadere, incontrare dei pericoli, farsi male; che le corse sfrenate dei grandi possono sopraffare i più piccoli; e, infine, che si possono incontare le spiacevoli sorprese che il nostro mondo riserva.
Il girdino appare spesso come un luogo che espone i bambini a qualche rischi, preoccupazioni che passano dalla mano del genitore alla mano dell'educatore.

giovedì 18 dicembre 2008

LO SPAZIO ....esterno

Per chiudere il cerchio di una riflessione partita dagli spazi interni ora iniziamo a parlare degli spazi esterni.
Quello che stiamo affrontando è un percorso di continuità perchè il dentro e il fuori sono ambienti diversi, ma complementari, che fanno entrambi parte dell'esperienza di un bambino.Lo spazio esterno ha caratteristiche particolari: è lo spazio dei grandi ritovi e dei piccoli rifugi; della libertà e del limite, del fare gruppo con tanti e dell'incontro isolato con l'amico preferito. E' lo spazio che ha il fascino del mutamento: quello creato dalla natura con i colori e le luci che cambiano nei giorni e nelle stagioni e quello che nasce dai bambini con il loro giocare.
E' un luogo di esperienza, di incontri, di ricerca e di creazione, dentro le proposte e con le attrezzature.
Voglio portare perciò un idea di spazio esterno come qualcosa di più della semplice zona ricreativa, dove il bambino passa qualche momento della giornata per svagarsi.
L'ottica è superare la visione del giardino come luogo alternativo allo stare al chiuso e di disimpegno rispetto alle attività più strutturate. Il mio sguardo vuole cogliere le tante occasioni per cui si va all'aperto: per toccare, odorare, osservare, sentire, ascoltare, muoversi. Situazioni che a loro volta possono svilupparsi in attività sensoriali, scientifiche, manipolative, motorie.
Nelo spazio esterno siamo abituati a vedere organizzate attività importanti, feste o iniziative con precise finalità da raggiungerle; qui cercherò di osservare le attività del quotidiano. Quelle in cui un bambino trova motivo pe guardarsi attorno, quelle che sono fonte di scoperte non programmate, di relazioni con gli amici tutte da conquistare.

mercoledì 17 dicembre 2008

Dove l'emozione prende forma!!!

Sono gli spazi dove i bambini possono esprimere esperienze, emozioni, in varie forme; realizzati nelle aule o in laboratori attrezzati con materiali e strumenti adatti.
Tra gli spazi idelai, quello deitravestimenti è uno dei più frequentati e amati dai bambini. Hanno qui la possibilità di usare costumi e trucchi per immedesimarsi in personaggi immaginari; vestiti e accessori sono esposti in veri e propri atelier, in ceste o bauli.
Lo specchio è ancora un elemento importante, perche consente al bambino di scoprire e provare nuove espressioni del viso, giocare con il corpo e provare l'emozione di vedere riflesso il personaggio che sta impersonando nel suo mondo immaginario.
Nascono copioni improvvisati o storie narrate,dove ciascuno interpreta un ruolo; ma non è poi raro vedere girare nella scuola bambini con addosso il vestito particolare indossato per un gioco. Vestito che a volte è tenuto fino a sera. Trasformarsi diventa un'occasione unica., I timori cadono, tornano a galla anche le emozioni assopite per essere padroneggiate o rielaborate nel nuovo ruolo. E' il gusto di provarsi, in fondo per conoscersi.
I burattini, attraverso cui i bambini accedono al loro mondo interiore, identificandosi in personaggi reali o fantastici che loro stessi dirigono. Dare voce ad un burattino è come concedersi un pò di libertà. Nel dialogo rieccheggiano parole dal significato non ancora pienamente conosciuto, ma solo percepito, frasi sentite o pensieri che nascono a mano a mano che ci si cala nel personaggio.
Nello spazio dei burattini è spesso presente un testrino, anche se basta un semplice paravento, dietro al quale i bambini rappresentano storie a se stessi o ai compagni.

Per ricaricarsi un pò

Lo spazio morbido è tipipcamente il luogo del "non fare", che accoglie invece il bisogno di starsene un pò da parte per ritrovare la tranquillità, ma è anche il luogo dove portarsi il gioco preferito o sfogliare il libro al quale si è più affezionati.
Ricavato di solito in un angolo della sezione, attornito da piccole separazioni che delimitano il perimetro, lo spazio morbido dispone di poche cose: un tappetto, dei cuscini, qualche mensola o armadietto che fungono da appoggi, dei contenitori che raccolgono i giochi. Dall'altro scenario materiali leggeri per creare una diversa profondità. Ma proprio questa caratteristica lo rende uno spazio diversamente animato. In alcuni momenti della giornata, ad esempio quelli iniziali o finali, diventa spazio di ritrovodove insieme si ocnversa, si ascolta una storia; in latri invece è frequentato da singoli bambini, anche per una crisi passeggera, o da piccoli gruppi che si scambiano dei giochi.
A volte si riempie di oggetti diversi, nell'andare e venire dei bambini, e offre così un terreno misto di incontro. Infine, diventa un luogo dove stare bene: una grande pista, che si snoda sul tappetto può diventare un gioco collettivo che cresce con l'apporto di ognuno.
Lo specchi a parete, che spesso si ritova in questo spazio, è anche l'invito a giocare con se stessi: la smorfia, la postura danno vita alla comicità che è anche segno di riconoscimento del sé.

martedì 16 dicembre 2008

Lo spazio per la cura...

In diversi momenti della giornata scolastica i bambini sono accompagnati in bagno dall'insegnante con la collaborazione del personale ausiliario: solitamente prima e dopo il momento della frutta al mattino e il panzo, prima del sonno e al rientro dal giardino.A piccoli gruppi, con tempi di attesa torrelabili, le operazini di igene e pulizia sono rese agevoli e personalizzate: l'acqua, il sapone e lo specchio diventano elementi di gioco ...l'uso dell'asciugamano un'operazione non frettolosa ma curata e ripetuta...il riordiono del proprio abbigliamento un motivo di soddisfazione per lecapacità raggiunte.In qualsiasi momento il bambino abbia bisogno, può recarsi autonomamente ai bagni. la funzionalità di questo spazio e la vicinanza alla sezione, quando possibile, sono di supporto nella conquista di autonomia; la presenza non intrusiva dell'adulto trasmette poi sicurezza e un senso di protezione in più.Piccoli water, lavandini bassi, rubinetti e dosatori di sapone liquido pratici e di facile uso, lo aiutano a usare in libertà e con tempi e ritmi soggettivi questo spazio concepito dal punto di vista funzionale ma anche educativo. Un ambiente personalizzato dove il bambino riconosce le proprie ose contrassegnate in maniera individuale: l'asciugamano personale sempre pulito, il proprio bicchiere, il grembiule di stoffa o di materiale plastico pe le attività più sporchevoli e, dove possibile, dentifricio e spazzolino da denti salvaguardano l'igene dei bambini e organzzano i tempi necessari a questa delicata operazione.

Fare e disfare!!!

Ogni spazio della scuola dell'infanzia è aperto all'uso che il bambino può fare, a volte diverso da quelo previsto dall'adulto.
Ci sono però luoghi appositamente dedicati a far si che ni bambini posano sperimentare e sperimentarsi: i laboratori. Dove gli spazi della scuola lo consentono essi diventano vere e proprie stanze "operative", ricavate nei posti più vari a seconda della conformazione stessa della scuola; dove invece questo non è possibile, nascono all'interno delle sezioni. Illuogo è importante ma non determinante. Più che altro, infatti, a fare la differenza è il modo di proporre l'attività ai bambini e ciò che gli si mette a disposizione. Materiali, però, intenzionalmente pesanti.
Il life motiv di laboratori è la scoperta della posibilità infinite: di se stessi, degli oggetti, delle combinazioni. Così facendo, si abbasttono le preoccupazioni comuni:
- del "rompere", in quanto ogni cosa può essere smontata;
- dello sporcare perche lo spazio è già allestito affinchè ciò sia possibile;
- del "non sono capace", perche in gioco non è il isultato di un'azione ma la ricerca che ogni bambino può intraprendere a modo suo;
- dello sbagliare perche l'educatore è al fianco per raccogliere le domande, i dubbi, la paura di osare.
Dentro i laboratori nascono percorsi che non si esauriscono in se stessi, c'è una continuità che da senso alle azioni fatte dai bambini, nasce un progetto di costruzione, le conquiste raggiunte vengano messe alla prova con nuove ipotesi, da verificare, in un crescendo di esperienze che possono poi diventare altro.
Tra i laboratori più comuni nella scuola dell' infanzia vi è quello della manipolazione, dove i bambini hanno a disposizione contenitori di varia misura, ma anche l'acqua per ipastare, e oggetti di recupero per dare forma ai progetti.
Il laboratorio grafico, pittorico e plastico è ricco di materiali che aiutano ad esprimersi attraverso il segno grafico. la ricchezza dei laboratori nasce dall'avere a disposizione non cose "peziose" ma cose comuni, le più varie, spesso e volutamente di recupero. La potenzialità di tali meteriali, unità alla capacità degli adulti di saperla sfruttare, è enorme, in quanto sviluppa il senso creativo.