<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432</id><updated>2011-04-21T20:16:40.382+02:00</updated><title type='text'>...PRIMO VOLO...</title><subtitle type='html'>Con questo blog volevo darvi delle informazioni su diversi argomenti che riguardano i bambini. Si parlerà di:significato di formazione, disturbi infantili, terapie (musicoterapia e terapia del sorriso), il disegno, sviluppo evolutivo dei bambini, come occupare il tempo di un bambino, alimentazione, lo spazio in cui trascorrono le loro giornate, e la loro autonomia.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>41</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-2297024105974599100</id><published>2009-01-08T15:27:00.001+01:00</published><updated>2009-01-08T15:31:08.815+01:00</updated><title type='text'>Tracce che non si disperdono!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Neppure in giardino si smorza la voglia dei bambini di disegnare. La richiesta è spesso accompagnata da un coro di "anch'io" e in breve tempo ci si organizza: un tavolo al riparo di una tettoia o al fresco di un ombrellone diventa ben presto un atelier di pittura, con fogli e strumenti adatti; occorre mettersi d'accordo per distribuirsi lo spazio disponibile e stare soprattutto attenti che il tutto non voli via.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;I più piccoli, in queste occasioni, si lasciano affascinare dall'intraprendenza dei più grandi che, calati nel ruolo di maestri, insegnano loro a "scrivere". E i piccoli imparano, non tanto a scrivere, perché c'è tempo per questo, ma a condividere le cose e a fare insieme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Ci sono altri modi di disegnare molto amati dai bambini, che trovano nel giardino un luogo privilegiato. Senza fogli, senza pennarelli o pennelli. Con la terra al posto della carta, con il rametto o un sasso appuntito al posto della matita. Suscita curiosità questo modo di disegnare: invece di mettere si toglie, si incide, si graffia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Talvolta il disegno nasce dal caso, guardando un’impronta lasciata sulla terra o un segno tracciato con le dita sulla polvere, poi diventa scoperta di alcuni e ben presto patrimonio comune. Qualche bambino contorna poi il proprio graffio con un segno più deciso, come una cornice che delimita il “suo” spazio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Sono spunti preziosi che gli insegnanti colgono nel quotidiano lavoro con i bambini e traducono in percorsi significativi. Cose cominciate fuori possono continuare dentro e al contrario qualcosa intrapreso dentro, trova nuovo impulso e stimolo fuori: quella terra dove è tanto piacevole lasciare segni e tracce diventa argilla per scoprire modi nuovi di incidere; la sabbia si colora in tante sfumature per disegnare mandala; diversi materiali naturali possono essere proposti e utilizzati per curiosi collages o come superfici da dipingere o ricalcare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Diverse zone del giardino si prestano a essere utilizzare molto bene come veri laboratori all’aperto: uno spiazzo pianeggiante, una piazzola, un marciapiede possono essere dedicati al disegno con gessi colorati sull’asfalto, come fanno i “madonnari” artisti di strada. Anche i muri o altre strutture verticali possono ospitare grandi fogli da dipingere o colorati murales, che sono molto più di semplici “scarabocchi lasciati sui muri”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;E se qualcuno non vuole proprio perdere le tracce del suo lavoro?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Si scatta una fotografia prima che la pioggia e il vento lo cancelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-2297024105974599100?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/2297024105974599100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=2297024105974599100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2297024105974599100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2297024105974599100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/tracce-che-non-si-disperdono.html' title='Tracce che non si disperdono!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-5729414059578073063</id><published>2009-01-08T10:02:00.003+01:00</published><updated>2009-01-08T10:06:09.126+01:00</updated><title type='text'>Sassolini in tasca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SWXBxPFusyI/AAAAAAAAADs/U41_X4VO4KQ/s1600-h/sassolini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SWXBxPFusyI/AAAAAAAAADs/U41_X4VO4KQ/s200/sassolini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288846389024830242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Possibile che i bambini raccolgano tutto quello che trovano?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Assieme al disegno ripiegato con cura e chiuso con lo scotch spuntano dalle tasche, o dalle mani chiuse a riccio, sassi, pigne o fiori appassiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Questi piccoli tesori recuperati fanno parte di un “bottino” che appartiene al mondo fantastico dei bambini e alla loro personale esplorazione dell’ambiente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Non sono da buttare: quel pezzi di ghiaccio portato in aula si scioglie in acqua e il percorso che fa è tutto da scoprire; le foglie secche diventano collage e stese sul foglio mettono in evidenza rilievi e colori; la sabbia, la ghiaia, i sassi diventano di volta in volta protagonisti dell’interesse dei bambini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E così via di stagione in stagione, da una curiosità all’altra in un gioco che diventa conoscenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Quanto ci tengono i bambini a queste cose! Con quel "Sono mie!" le difendono allo sguardo troppo invadente dell'altro oppure le mostrano ma solo per quel tanto che basta, le chiudono nel cassetto o le nascondono nei posti segreti del giardino ai quali accedono solo gli amici, ma quelli "veri".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Tanto vale allora crearli apposta quegli spazi in giardino dove poter conservare le cose interessanti raccolte da ognuno e offerte alla curiosità degli altri: in tal caso prendono nomi suggestivi, come "buca dei tesori"; oppure più semplicemente questi oggetti vengono esposti sui davanzali delle finestre vicino alle briciole per i passerotti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Visite inaspettate si hanno a volte da parte di qualche piccolo insetto della terra che con cura viene raccolto o addirittura "catturato"nel prato: lombrichi, lumache o altri insetti. Questi piccoli animali, trattenuti per breve tempo dentro a vasetti trasparenti, sono messi ai raggi x dai bambini. Guardati e riguardati con tanta voglia di toccarli, prima di essere liberati e tornare dal prato dove sono venuti. E' un modo per prendere confidenza, per imparare a conoscerli e al prossimo incontro i bambini ci stanno anche più attenti: ormai sono diventati amici, conosciuti e rispettati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nello stesso modo anche all'interno della sezione si può creare una sorta di "buca dei tesori": a volte è uno spazio pensato appositamente per dar valore a semplici cose, talvolta nasce spontaneamente dalla quotidianità dei gesti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-5729414059578073063?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/5729414059578073063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=5729414059578073063' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/5729414059578073063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/5729414059578073063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/sassolini-in-tasca.html' title='Sassolini in tasca'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SWXBxPFusyI/AAAAAAAAADs/U41_X4VO4KQ/s72-c/sassolini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1891914508289212872</id><published>2009-01-07T20:18:00.001+01:00</published><updated>2009-01-07T20:20:55.295+01:00</updated><title type='text'>Il giardino "parlante"!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Quando si è fuori la voce dei bambini sembra quasi coprire tutto: è un chiacchierio, un chiamarsi da un punto all’altro; il pianto di uno che si leva all’improvviso per un piede messo male, mentre laggiù arrivano le risate che si scatenano all’improvviso per qualche fatto curioso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Questa è vita di tutti i giorni. Grazie alle diverse esperienze che il giardino offre, non manca però l’occasione ai bambini di prestare “orecchio” a suoni e rumori insoliti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Succede mentre camminano, perché un rumore particolare li incuriosisce; mentre posano inavvertitamente il piede sopra qualcosa di inaspettato che fa rumore; mentre sono impegnati nelle varie ricerche a “caccia” di cose nascoste e frugando tra queste ne trovano una di particolare effetto sonoro; ma è sufficiente anche che un solo bambino avverta qualcosa di inconsueto per impegnare tutti a capire da dove questo stesso suono o rumore proviene e a cosa assomiglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Un gioco proprio speciale che si fa in giardino è quello del silenzio, per mettersi in ascolto della natura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;E lo si fa scegliendo una zona più raccolta, un punto favorevole, come ad esempio sotto l’albero.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Sdraiati a pancia in su o appoggiati al tronco lo sguardo dei bambini va a cogliere anche il minimo movimento di un ramo che fa rumore; calma e serenità aiutano a mettere in comune le diverse emozioni dalle quali nascono storie magiche. E’ il lato poetico dei bambini. L’attenzione che ci mettono è unica e duratura, specie se accompagnati da un adulto che fa loro apprezzare l’intensità di questi momenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Forte diventa anche la tentazione di riprodurli questi suoni “strappabili”, cosa per cui serve provare e riprovare. I bambini scoprono così le infinite possibilità della voce: quella profonda bisogna farla nascere da dentro, quella sfumata richiede invece di socchiudere la bocca; ma il suono va anche a perdersi e può bastare un filo di voce, oppure si prolunga un po’ di più chiedendo un aggiunta di fiato. Varianti sul tema nascono quando si fa ricorso ad altri oggetti che al natura offre; quelli all’apparenza muti che usati invece in un certo modo si rivelano particolarmente sonori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;E’ il caso ad esempio, dei sassolini racchiusi in un contenitore, delle fogli sbriciolate raccolte nel vasetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Per fare a regola d’arte questi piccoli strumenti musicali serve del tempo e qualche gruppo decide di impegnarsi seriamente. Nei laboratori all’interno, ben attrezzati, si progetta, si fanno vari tentativi di riuscita, si scelgono i materiali più adatti per conservarli nel tempo, si creano nelle forme più originali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;In bella mostra, come fossero dei capolavori artigianali, questi oggetti realizzati vanno a completare la classica strumentazione musicale. Il loro uso può essere il più vario ma nessun altro oggetto si presta così bene per creare la giusta atmosfera di sottofondo al racconto di una storia: che magari parla anche di un bosco, di sassi che rotolano…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Nella fantasia dei bambini tornano ad essere vivi, pieni di ricordi e immagini di momenti trascorsi fuori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1891914508289212872?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1891914508289212872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1891914508289212872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1891914508289212872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1891914508289212872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/il-giardino-parlante.html' title='Il giardino &quot;parlante&quot;!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1178498403918812119</id><published>2009-01-07T12:03:00.002+01:00</published><updated>2009-01-07T12:05:07.155+01:00</updated><title type='text'>Amici si diventa!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Proviamo, anche solo per un attimo, a immaginare cosa potrebbe essere il giardino quando i bambini apparentemente non sono all’opera: non usufruiscono, cioè, delle attrezzature, non sono impegnati in qualche gioco particolare e sono semplicemente lì. Perché accade in certi momenti o in giornate particolari che i bambini lascino spontaneamente tutte quelle cose interessanti di cui sono circondati, quasi se ne scordassero o non ne sentissero la necessità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il giardino rimane nonostante tutto un luogo importante, perché prima ancora di essere spazio delle molteplici possibilità è luogo di relazioni che si instaurano, diverse da quelle di altri momenti della giornata. Tanti momenti fuori, infatti, sono momenti insieme; è come darsi un appuntamento, ritrovarsi alla stessa ora nello stesso punto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il cosa fare viene quasi da solo: dal racconto di cosa è successo, da condividere piccoli desideri, dalle idee improvvise che vengono a che a poco a poco prendono la forma di veri e propri progetti comuni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Giorno dopo giorno nascono così le amicizie privilegiate e per “mano” é più facile affrontare il gruppo più grande di quello a cui si è abituati quando si sta dentro: dapprima, magari, con un po’ di timidezza e poi con maggior decisione. Distribuito in punti diversi del giardino il gruppo intero di bambini sembra addirittura più avvicinabile. Ma richiede “allenamento”: bisogna stare al gioco quando lo si è cominciato, “bussare alla porta” quanto ci si sente fuori chiedendo a volte aiuto ai grandi; fare la propria parte perché altrimenti il gioco prosegue solo per gli altri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il giardino fa da sfondo a tante piccole prove emotive, che in altre parole sono esperienze: di avvicinamento, di incontri sentendosi a volte accettati, ricercati, esclusi, amati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;La forza trainante del gruppo dà una mano quando si è “fuori” a condizione che esso sia sostenibile per i bambini: più a rispetto, quindi, per i piccoli, e via via più numeroso. Il gruppo calamita, invita ad aggregarsi, a farne parte anche per quel bambino che tendenzialmente se ne sta per conto suo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Molti giochi di squadra, per i quali il giardino offre il territorio migliore, raccolgono questo bisogno di unirsi. Gli danno una cornice fantastica, si avvalgono di regole che facilitano gli accordi e, cosa ancora più importante, coinvolgono i bambini in quel clima di suspence.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Quando il “Lupo mangia frutta” o “Strega comanda color” nessuno fiata, per un attimo tutto sembra sospeso in attesa di essere chiamati. Anche chi assiste fa il tifo per il proprio compagno sperando che vinca. L’appartenenza è riconosciuta, difesa, incoraggiata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Altri giochi nascono sul momento e si decidono le parti: il ruolo più ambito diventa quello del “duro”, del “cattivo”. Ma non è comunque facile sostenere la parte, perché l’aggressività e la determinazione vanno anche controllate e dosate; per troppa immedesimazione, inoltre, può succedere che si ferisca la sensibilità di qualcuno. E’ un gioco, ma non è scontato, specie per i più piccoli, tenere sempre distinta la fantasia dalla realtà; se però è l’adulto a indossare questi panni si è tutti più tranquilli, si sa che non può succedere nulla e questo rassicura al punto da riderci su.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Stare all’aperto è anche tutto questo, meno visibile ma prezioso lavoro di costruzione che i bambini fanno di sé e delle relazioni con gli altri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1178498403918812119?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1178498403918812119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1178498403918812119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1178498403918812119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1178498403918812119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/amici-si-diventa.html' title='Amici si diventa!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1755566273008725433</id><published>2009-01-07T11:29:00.002+01:00</published><updated>2009-01-07T11:32:28.714+01:00</updated><title type='text'>Cose che nascono fuori!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Si erano perse tutte quelle abitudini presenti decenni addietro nelle scuole: fare la semina, predisporre l’orto, allestire una piccola zona fiorita. Sembravano cose d’altri tempi, sostituite da ben altre attrattive più sofisticate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ora stanno ritornando: tradizioni rispolverate o riscoperta del loro valore? Entrambe le cose e chi sta con i bambini avverte il loro bisogno anche in queste esperienze più impalpabili, sfumate, interiori, che non mirano al risultato in sé per sé.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Se all’interno della scuola ci si accontenta di qualche davanzale per mettere in bella mostra il crescere di una piantina o si approfitta di un progetto insolito per cimentarsi nelle attività, fuori ci si allarga. In molte scuole vengono infatti ritagliate delle zone intere del giardino, accuratamente delimitate dal resto, quasi a voler indicare ai bambini la necessità di una tutela in più. Si può andare dalle zone fiorite a qualche esperimento “naturale”, all’orto: dipende dal tipo di occasione che si presenta, dall’interesse specifico manifestato dai bambini, spunti che in comune hanno quel “prendersi cura”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Sono esperienze solo in apparenza facili, che diversamente richiedono attenzione fin dai primi gesti fatti rigorosamente con i bambini: preparare il terreno, fare i buchi al posto giusto, farli della proporzione adatta a ricevere il seme o la pianta. I bambini si improvvisano giardinieri e “fingono” di saperne già molto perché ricordano quel trucco particolare carpito al nonno, visto al lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;L’aspetto più impegnativo è tenere duro, essere cioè tenaci, costanti, non volere tutto subito ma aspettare il tempo che serve. Ogni giorno c’è un piccolo impegno al quale non ci può sottrarre: verificare se tutto procede bene; dare acqua, studiare qualche accorgimento per riparare dal sole troppo forte o dal tempo a volte inclemente. Si fa a turno di solito tra i bambini per suddividere queste responsabilità, azioni comunque sempre gradite, piacciono a tutti: sono spazi di piccolo protagonismo che fanno sentire utili, importanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;I bambini diventano custodi di questi spazi, piccoli o grandi che siano. Inaspettatamente vanno a vedere se c’è qualcosa di nuovo e quando questo accade dalla sera alla mattina è una grande sorpresa. Amabilmente si compiacciono, ne gustano la soddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1755566273008725433?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1755566273008725433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1755566273008725433' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1755566273008725433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1755566273008725433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/cose-che-nascono-fuori.html' title='Cose che nascono fuori!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-6549556869199199390</id><published>2009-01-06T11:44:00.004+01:00</published><updated>2009-01-06T11:51:58.564+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p  style="color: rgb(0, 153, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Capita di vedere nei giardini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; delle scuole particolari tracciati lungo il terreno: sono le piste. Se lo spazio a disposizione lo co&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;nsente sono disegnate come circuiti con tanto di partenza, zone di sosta e punti di arrivo. A volte, invece, sono allestite per sfruttare al meglio quella zona pavimentata che diversamente viene poco utilizzata:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;basta anche un gessetto per delineare un tragitto o altri oggetti riposti che fanno da segnali. Muniti di quei mezzi a pedali come ad esempio le piccole bici, i trattori, i tricicli, di cui le scuole sono solitamente fornite, i bambini sono alle prese con piccoli problemi da risolvere: di equilibrio, velocità, forza, coordinamento dei movimenti tra le diverse parti del corpo. Stare in “pista” significa anche stare dentro i confini, tenere la direzione, calcolare le distanze; aspetti che servono ad acquisire la padronanza dello spazio. Nel gioco dei bambini le piste diventano terreno di gara dove sfidare gli amici nel partire per primi al “Via!”, strade di un viaggio ricordando quello fatto con mamma e papà, oppure il nome di un posto strano sentito in TV. Tutto si svolge in piena regola: dal saluto agli amici, al prepararsi per la partenza,al fermarsi per una brave sosta. Di piste nei giardini ce ne sono di tanti tipi. Queste appena descritte, siano esse fatte apposta o al bisogno, sono riservate al movimento. Ma lungo le scorciatoie e i percorsi preferenziali, che i bambini fanno per spostarsi da un punto all’altro del giardino, vengono a crearsi i sentieri ideali per molti giochi organizzati, come per esempio la caccia al tesoro. A testa bassa i bambini ripercorrono le vie conosciute, battendo ogni punto del terreno, scrutando ogni affranto, frugando sotto la siepe poco distante per portare alla luce anche il più piccolo segreto. Ancora più variegati e completi sono poi i percorsi sensoriali, predisposti in forma permanente o all’occasione in alcune zone del giardino. Si chiamano così perché vanno al cuore delle emozioni e delle sensazioni dei bambini grazie alla particolare combinazione di materiali con caratteristiche tra loro diverse: dai sassi, scelti tra quelli più adatti per dare quel leggero senso di instabilità, al tappeto di foglie per dare l’idea del morbido, al legno messo in una certa direzione.E i bambini li percorrono in tutti i modi: a piedi scalzi, quando possibile, a quattro zampe, di corsa per vedere l’effetto, piano piano per assaporare ogni sfumatura, a occhi chiusi per riconoscere e indovinare quel certo tipo di materiale, saltando su un piede solo, accucciati.Basta variare anche solo un elemento e il gioco si rinnova.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-6549556869199199390?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/6549556869199199390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=6549556869199199390' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6549556869199199390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6549556869199199390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/capita-di-vedere-nei-giardini-delle.html' title=''/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-3613058906285239147</id><published>2009-01-06T00:41:00.004+01:00</published><updated>2009-01-06T11:54:32.003+01:00</updated><title type='text'>"Buca" in giardino !!!</title><content type='html'>&lt;a style="" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SWM4H6kkJmI/AAAAAAAAADc/p5tTeZ9Nhd8/s1600-h/sabbia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SWM4H6kkJmI/AAAAAAAAADc/p5tTeZ9Nhd8/s320/sabbia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288132096095954530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-family: times new roman;font-size:130%;" &gt;Sembra cosa da poco, la sabbia. Eppure ha grandi potenzialità per i bambini che con essa sperimentano: la leggerezza, la consistenza, la malleabilità.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="color: rgb(0, 102, 0); font-family: times new roman; text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un conto è lavorarla da asciutta: scappa dalle mani che si adoperano per tenerla insieme; le cose sembrano non prendere mai forma.&lt;br /&gt;Altra cosa è da bagnata, rimane nel pugno e si modella al contatto: quella torta che esce dalla formina è perfetta, sollevando il secchiello resta una torre e l’una vicina all’altra offrono uno spettacolo incredibile. Le creazioni possono essere effimere o durature e tutto si può rifare.&lt;br /&gt;La sabbia conserva le tracce, anche al tocco di un solo dito; raccoglie le  impronte affascinanti di mani e piedi che s’incrociano.&lt;br /&gt;Usata con diversi oggetti prende forme varie o somiglianze: dall’imbuto scende come fosse una clessidra, nei contenitori si stratifica e con il colino diventa ancora più impalpabile.&lt;br /&gt;Impossibile non trovarla nei giardini delle scuole. Collocata discretamente nel posto più indicato, la sabbiera è un cantiere all’aperto., di grande richiamo per i bambini.&lt;br /&gt;Quando si arriva in giardino, il primo gesto è “scoprirla”.Sono diverse, infatti, le sabbiere di oggi da quelle di un tempo. Generalmente hanno forma di un scatola, sono in legno, predisposte in forma apribile; anche quando non è così, sono comunque protette con appositi teli a rete o riparate con soluzioni e accorgimenti.&lt;br /&gt;Tutto ciò assicura condizioni di igiene e di sicurezza. Una volta aperta inizia il lavoro dei bambini.&lt;br /&gt;Chi si accuccia nel mezzo, chi invece si mette sul bordo allungando mani e braccia, chi ancora si ingegna per portarla altrove. L’uso cambia a seconda dell’età dei bambini; quelli più piccoli solitamente amano travasare, riempire, svuotare, fare le torte, sperimentare insomma tutte quelle possibilità del materiale, mentre quelli più grandi si cimentano in vere e proprie costruzioni.&lt;br /&gt;Una gestione attenta e sensibile da parte dell’adulto garantisce a ciascuno il suo spazio. E non mancano le regole: non va lanciata in aria così per fare, e neppure buttata in giro per il solo gusto, va maneggiata portando rispetto al compagno vicino.&lt;br /&gt;Per tutto il tempo “fuori” la sabbiera continua a essere un luogo vivo: qualche bambino ci sta parecchio, preso dal piacere e dalla soddisfazione.&lt;br /&gt;Quando è il momento di rientrare ci si dedica a quelle importanti azioni di cura e riordino quotidiano che coinvolgono anche i bambini; l’ultimo sguardo dell’adulto è per assicurarsi che ogni cosa sia in ordine.&lt;br /&gt;La sabbiera viene chiusa per il giorno dopo, è un rito che si ripete, e a “salutarla” è quel battito di piedi… per ripulirsi prima di entrare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-3613058906285239147?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/3613058906285239147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=3613058906285239147' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3613058906285239147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3613058906285239147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/buca-in-giardino_06.html' title='&quot;Buca&quot; in giardino !!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SWM4H6kkJmI/AAAAAAAAADc/p5tTeZ9Nhd8/s72-c/sabbia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-8935141579952939250</id><published>2009-01-03T11:13:00.002+01:00</published><updated>2009-01-03T11:17:51.039+01:00</updated><title type='text'>Scenari fantastici....le attrezzature!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SV87Bglk0BI/AAAAAAAAADM/7Gs9uG-_Aqc/s1600-h/parco+giochi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SV87Bglk0BI/AAAAAAAAADM/7Gs9uG-_Aqc/s320/parco+giochi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287009384669696018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Le strutture sono presenze importanti, autorevoli, che si distinguono da tutto il resto; si vedono in lontananza da qualunque punto del giardino. Anche lo spazio di cui necessitano contribuisce a dare una nota di rilievo: ne serve un bel pò per non essere soffocate o sacrificate, considerato anche che frequentamente vanno a sostituire tante altre attrezzature singole. Può accadere, ad esempio, che lo scivolo, sia inglobato in una parte della struttura stessa; una traversa diventa il punto di appiglio per le corde dell'altalena, le scale non mancano così come piccoli ponti di attraversamento. Si sviluppano su più piani, cosa che le rende ancora più interessanti per i bambini. Il sotto si presta pe ri giochi del nascondersi, radunarsi, fare tana; il sopra, per i gichi di "conquista".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Viste da sotto in su trasmettono quel senso d'imponenza; cambia invece la prospettiva da sopra. E i bambini amano queste diverse angolature nella stessa misura in cui cercano le minute fessure. Dato che tutte le parti della strutture sono fra loro collegate, per i bambini diventa facile spostarsi: più accorti se il punto è "delicato", più veloci se non c'è alcun problema; si arrampicano se di lato sono poste reti o corde; raggiungono il punto in alto che è come arivare alla cime. Da lassù si sentono forti, potenti, maestosi e al contempo riparati da solide protezioni attorno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;la lora caratteristica, quindi, è quella di essere dei piccoli "territori" operativi. Guardando i bambni giocare si ha proprio la sensazione di un mosaico che si viene a comporre: sono distribuiti ovunque, sopra, sotto, di lato, a coppie, da soli, a gruppetti e tutto sembra prendere significato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il materile preferito per questo tipo di attrezzature resta il legno, che dà un tocco più sobrio, in armonia con il contesto. Tempi addietro si preferivano colori vivaci; oggi invece si ritengono più adatte le tinte al naturale dato che in giardino già si abbandona di colori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-8935141579952939250?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/8935141579952939250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=8935141579952939250' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8935141579952939250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8935141579952939250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/scenari-fantasticile-attrezzature.html' title='Scenari fantastici....le attrezzature!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SV87Bglk0BI/AAAAAAAAADM/7Gs9uG-_Aqc/s72-c/parco+giochi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1510524776416405347</id><published>2009-01-03T10:41:00.002+01:00</published><updated>2009-01-03T10:44:52.237+01:00</updated><title type='text'>Classici da giardino...le attrezzature</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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Ci siamo abituati a vederle al punto da identificare con esse il gioco all’aperto dei bambini; pensiamo che assorbano interamente l’attenzione, che siano la fonte vera del divertimento. Sono sicure, a norma, disposte bene pensando a tempi e modi d’uso a seconda dell’età dei bambini: questo rende tutti più tranquilli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-bottom: 0.0001pt; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’attrattiva che hanno è innegabile anche se, spesso, il “fascino” viene da latro che non dal solo uso ripetitivo e a volte monotono. Vediamole, una a una.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-bottom: 0.0001pt; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Salire sullo scivolo è un’avventura per i bambini: tenendosi ben stretti si spingono verso il fuori, ma addirittura il gioco è&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;aiutarsi con una mano sola. Tra uno scalino e l’altro spiano dal buco in mezzo . Arrivati sul pianerottolo in cima si trattengono un po’ prima di scendere per scambiare una parole con il compagno dalla voce che esplode. Per i più piccoli, che della discesa hanno un po’ di timore, c’è sempre la mano dell’adulto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-bottom: 0.0001pt; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’altalena è il movimento che si fa dolce, quasi a lasciarsi andare o deciso a toccare il cielo. “Più forte, più forte!!!” è infatti la richiesta dei bambini , catturati da quella sensazione di libertà e di sguardo sul mondo in movimento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-bottom: 0.0001pt; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il “bello” è alternarsi, fare a turno tra chi spinge e chi sta su anche se questo richiede di fidarsi; il segreto, allora, è trovare il ritmo giusto, quello accettabile per ciascuno perche magari la paura di cadere sale all’improvviso. A volte, sul seggiolino dell’altalena viene perfino messo a sedere il bambolotto preferito, facendo finta di addormentarlo come fanno i grandi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-bottom: 0.0001pt; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La giostra: è rotare e ruotare. Ciò che prende i bambini è quel vedersi girare le cose intorno, l’una dietro l’altra, più o meno veloci a seconda del giro. Ma appena scesi il gioco si fa ancora più divertente: si finge di non reggersi in piedi, di cadere a terra o di cadere vicino, l’uno sopra l’altro. Si scatenano le risate e prima di rialzarsi ne passa di tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-bottom: 0.0001pt; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ci sono momenti , poi, in cui l’oggetto in sé passa in secondo piano per lasciare spazio alle variazioni realizzate dai bambini. La giostra diventa ancora il posto dove raccogliersi in gruppo per conservare:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;quanti racconti lasciati al “vento”…&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;quante piccole confidenze …&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin-bottom: 0.0001pt; color: rgb(0, 102, 0); text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lo scivolo è anche il rifugio improvvisato con due teli appena, dove ci si nasconde per non farsi scoprire. Quella buca d’atterraggio che si forma sul davanti al calpestino è l’ideale per versarvi l’acqua. Ci vuole un attimo anche a trasformare l’altalena in tavolino per il disegno. E tutto è molto più intrigante se vicino c’è un adulto che sta al gioco e ci mette del suo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1510524776416405347?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1510524776416405347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1510524776416405347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1510524776416405347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1510524776416405347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2009/01/classici-da-giardinole-attrezzature.html' title='Classici da giardino...le attrezzature'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-2233035401305561094</id><published>2008-12-27T11:51:00.000+01:00</published><updated>2008-12-27T11:53:32.811+01:00</updated><title type='text'>PRONTI AD USCIRE?...Quei vivaci momenti prima</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A scuola, son omolte le occasioni per uscire: perche inaspettatamente nasce la voglia, lo spunto, perche in quella particolare giornata, più che in altre, si avverte la necessità di alleggerire il clima. Perche è l'ora consueta dove ci si concede un po di svago. Perche quella particolare uscita è programmata da tempo come un appuntamento da non perdere. O, ancora, perche c'è un progetto che va avanti, a tappe.&lt;br /&gt;Ogni volta c'è un grand daffare a prepararsi e quando fuori fa freddo più del solito non è poi cosi semplice. All' ultimo momento la giacca non si infila, improvvisamente la cerniera non va più su, rimane rimane ancora una scarpa da allacciare..c'è il bambino più veloce che in un attimo si veste, quello che scrupolosamente non si muove fino a quando non è proprio a posto. E' il momento del "caos" apparente, perche tutti vorrebbero essere subito pronti.&lt;br /&gt;Alcuni "trucchi del mestiere" danno unamano agli adulti, che invitano i bambini ad aiutarsi tra loro, scelgono un posto dove aspettarsi a mano a mano che ci si prepara.&lt;br /&gt;Cercano di dare un senso all'attesa per non essere assaliti dalla noia ed evitare che tutti diventino più irrequieti.&lt;br /&gt;Prepararsi in gruppo è un'esperienza importante pe ri bambini non soloper diventare più autonomi, ma anche per mettersi in sintonia con i ritmi degli altri. Cosa che a volte richiede di saper rallentare, di accettare che ci si impieghi un pò di più del previsto; dentro un tempo ragionevole ma sopprtabile.&lt;br /&gt;Se poi si aggiunge il fatto che quella uscita è attesa da tanto, come un evento speciale per la particolare meta, per la novità, preceduta per maggior cautela da un sopralluogo degli insegnanti ...allora prepararsi diventa proprio un'impresa. Quel tanto di emozione in più rende quasi eccitati all'idea. E poi, non è come andare a due passi da scuola: bisogna verificare di non avere dimenticato nulla, di avere con sè le cose che servono la lente, ad esempio, per guardare da vicino o i fogli per disegnare il paesaggio, perche tornare indietro non sempre è possibile.&lt;br /&gt;Prima di uscire, ci si prende ancora quel breve tempo per ricordare gli accordi presi, fare le ultime raccomandazioni sui comportamenti da tenere, ma anche per non lasciare cadere quella particolare frase detta ad un bambino. Per decidere, infine, cme disporsi: in fila per due, a gruppetti, chi sta davanti. chi chiude, sentire le preferenze espresse all'ultimo momento dai bambini che chiedono di stare vicino all'amico.&lt;br /&gt;Da una situazione in fondo pratica, quale è il semplice prepararsi, si ottiene un grande risultato: si coltivano abitudini, si rafforzano capacità personali e i gruppo, si stringono tra bambini nuovi rapporti solidali. a questo tempo va data tutta la cura che merita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-2233035401305561094?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/2233035401305561094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=2233035401305561094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2233035401305561094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2233035401305561094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/pronti-ad-uscirequei-vivaci-momenti.html' title='PRONTI AD USCIRE?...Quei vivaci momenti prima'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-2424327388003404520</id><published>2008-12-27T10:55:00.002+01:00</published><updated>2008-12-27T11:05:04.716+01:00</updated><title type='text'>Dalle idee alle azioni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Ci ha guidati fin qui l'idea di spazi esterni come qualcosa da non perdere. Insostituibili in parte, per le molte occasioni che offrono e per la possibilità di esperienze dirette, anche dai mezzi informativi e informatici con i quali oggi i bambini prendono confidenza fin da piccoli: la TV, il computer, i vari giochi tecnoligici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Prosegiamo ora il nostro cammino, avvicinando tutto quello che i bambini fanno fuori. Dapprima posiamo l'occhio sui giochi più conosciuti, quelli che si vedono in giro, nei giardini delle scuole ma anche altrove. Hanno la loroattrativa, sono fonte di divertimento, vanno a completare l'arredo dello spazio. Poi, andiamo a vedere gli altri modi possibili di utilizzare questo spazio: quelli che non hanno bisogno di tante cose perche all'aperto già si trova molto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;E' attorno a questi modi che stanno nascendo nelle scuole proposte diverse per l'uso del girdino: innovative, stimolanti, fantasiose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-2424327388003404520?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/2424327388003404520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=2424327388003404520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2424327388003404520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2424327388003404520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/dalle-idee-alle-azioni.html' title='Dalle idee alle azioni'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-2218531560568576825</id><published>2008-12-27T10:09:00.002+01:00</published><updated>2008-12-27T10:53:15.767+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio protetto!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Arrivati a questo punto, dopo tanto aver parlato del giardino come spazio da vivere, da favorire, da valorizzare, diamo voce ad una domanda.  E' uno spzio sicuro, controllato, garantito al pari di quantoi bambini sono dentro le mura della scuola?&lt;br /&gt;Qualcuno potrebbe obiettare: ma perche parlare alla fine di quelo che dovrebbe essere invece il punto di partenza?&lt;br /&gt;In realtà è così, solo che questo luno percorso abbiamo fatto nostra quest'idea di sicurezza che si accompagna a una certa idea d'uso del giardino.&lt;br /&gt;Anzi, sicurezza e opportunità viaggiano insieme, perche:&lt;br /&gt;-se si accetta il fatto che i bambinimettono le mani nei posti più naturali (nella terra, ni cespugli, nella siepe) per vedere, osservare, toccare tanto più è necessariopresidiare quegli stessi posti ed essere certi che non vi siano spiacevoli sorprese;&lt;br /&gt;-se si accolgono gli exploit dei bambini all'aperto o anche semplicemente il fatto che possono mettersi alla prova, misurarsi, provarsi, superarsi per scoprire fino a che punto riescono a spingersi bisogna avere un chiaro qual è il margine di rischio accettabile.&lt;br /&gt;E tanto più questo è condiviso, anche con i genitori, tanto meno è allarmante;&lt;br /&gt;-se si mette in conto che il giardino è tereno di tante asperienze, bisogna anche sapere cosa si va a fare fuori.&lt;br /&gt;Molti aspetti legati alla sicurezza dei bambini risiedono già a monte:&lt;br /&gt;- nel mondo in cui l'intero spazio esterno è pensato e allestito con la dovuta attenzione per ogni zona, ai "confini" tra l'una e l'altra, a quanto spazio ciascuna di loro richiede attorno per il tipo di gioco proposto;&lt;br /&gt;-nella scelta delle attrezzature rigorosamente a norma, tenendo presente la "presa" che hanno sui bambini e l'uso che loro ne possono fare anche in relazione all'età.  Le attrezzzature sono infatti lo spunto dei grandi movimenti: ruzzolare, dondolare, girare, arrampicarsi aspetti che affascinano i bambini più grandi ma che possono intimorire quelli più piccoli;&lt;br /&gt;- negli accorgimenti preventivi, quali ad esempio la suddivisione dello spazio in aree, inzone racconte o protette per i bambini più piccoli.&lt;br /&gt;Ci sono poi gesti di cura che rendono il girdino spazio vivibile a 360°. Oltre ai periodici interventi di manutenzione volti a tenere lo spazio sicuro, c'è il controlo giornaliero da parte del personale ausiliario o da chi precede ogni uscita: fà un po da apripista conloscopo di verificare che tuto sia apposto e che vi siano oggetti di dubbia natura.&lt;br /&gt;C'è lo sguardo di chi stà fuori con i bambini: costante, ma non intrusivo, allenato a riconoscere ciò che per i bambini può diventare un potenziale pericolo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-2218531560568576825?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/2218531560568576825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=2218531560568576825' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2218531560568576825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2218531560568576825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-protetto.html' title='Lo spazio protetto!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-6035858404345721862</id><published>2008-12-20T10:43:00.003+01:00</published><updated>2008-12-20T11:31:23.907+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio per tutte le stagioni!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Nella bella stagione è ovviamente lo spazio preferito a tutto il resto. Accade, di solito, all'inizio della suola, quano stare fuori significa darsi il tempo per entrare in confidenza con l'ambiente. Ma anche dopo, nel lungo inverno, non appena le condizioni lo rendono possibile si allungano oi tempi all'aperto. Verso al fine dell'anno scolastico ci si trasferisce quasi fuori, con "armi e bagagli", trascorrendovi gran parte della giornata, volte anche pasto compreso...con quel sapore inconfondibile di scampagnata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Poter uscire dà alla giornata un tocco diverso. Cambia l'umore stesso dei bambini: si vede la loro vitalità alla quale il giardino offre non tanto sfogo, bensì uno spazio dove meglio si può investire l'energia in progetti costruttivi.ùlo spazio esternoè più grande e agibilie: c'è il posto per smistarsi, c'è una varietà di materiali diversi che riduce anche i possibili fattori di contesa tra i bambini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Il tempo è più esteso, dilatato, perfino i passaggi da una cosa all'altra sono più sfumati. Non a caso certe regole fuori si alentano un pò: il vocio stesso dei bambini appare meno disturbante, non c'è sempre necessità di contenere i toni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Il giardino può esere ancora uno spazio che accompagna giorno dopo giorno la scuola, là dove i genitori e insegnanti insieme trovano un senso comune a questa prospettiva è più facile che il giardino possa diventare teritorio da vivere nelle diverse stagionie non solo una toccata e fuga.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Per vedere se è così freddo, come sembra, non resta che accertarsi di persona e molti termometri appesi all'esterno aiutano a dipanare il dubbio se uscire o no, e nel caso per quanto tempo rimanervi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;In fondo, ben attrezzati e coperti, nelle zone più accessibili o riparate e con la dovuta attenzione ai &lt;/span&gt;&lt;a style="color: rgb(0, 153, 0);" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SUzJObYRbuI/AAAAAAAAADE/_QyXUGYvSb0/s1600-h/bimo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SUzJObYRbuI/AAAAAAAAADE/_QyXUGYvSb0/s320/bimo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281817712703663842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;fattori ambientali, anche un giardino d'inverno conserva il suo fascino.&lt;br /&gt;Quanti pupazzi di neve, ad esempio, si trovano in giro addobbati e vestiti come fossero amici a cui far visita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;E poi, le ragioni per andare fuori sono tante. Per fare esperimenti nei panni di piccoli scienziati bisogna pur mettere il naso dentro i fenomeni .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Anche un'uscita di tanto in tanto per "occuparsi" del giardino ha il suo valore, se fatta in un certo modo: è un prendersi a cuore lo spazio. Tenere in ordine, dare una sistemata, verificare che niente sia guastato sono piccoli gesti di cura che fanno nascere stteggiamenti più rispettosi verso la natura. Inaspettatamente, anche queste azioni sono fonte di piacere per i bambini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;C'è inoltre, quel tipo di uscita che ha proprio un valore esplorativo, in giardino come nei pressi della scuola: si esce per andare a veder quella particolare cosa di cui si stà parlando, per una passeggiata distensiva ma anche di perlustrazione dell'ambiente, ritornando a scuola "caricati" di cose o ispirati per qualche particolare creazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;Molte di più possono essere le occasioni se si pensano gli esterni come una sorta di laboratorio perenne che offre materiali preziosi alla crescita: intellettiva, percettiva, affettiva, emotiva, estetica....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-6035858404345721862?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/6035858404345721862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=6035858404345721862' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6035858404345721862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6035858404345721862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-per-tutte-le-stagioni.html' title='Lo spazio per tutte le stagioni!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SUzJObYRbuI/AAAAAAAAADE/_QyXUGYvSb0/s72-c/bimo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-6698839459254235040</id><published>2008-12-19T18:09:00.002+01:00</published><updated>2008-12-19T18:28:05.354+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio come valore in più</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0); font-family: times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lo spazio esterno dà ai bambini nuove possibilità, alternative occasioni.&lt;br /&gt;Seguendo i bambini nel loro gioco possiamo notare molteplici situazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si muovono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dappertutto, di corsa, lentamente, su e giù da un punto all'altro, cascano e si rialzano alla prova di leggi fisiche ancora da scoprire, di equilibri da raggiungere o da consolidare. Prendono le distanze tra le cose (vicino, lontano, dietro, davanti, di lato), misurano il tempo che serve per raggiungerle (poco, tanto, subito). Incontrano ostacoli da superare o aggirare che richiedono soluzioni da atrovare sul momento. Sono movimenti spontanei che i bambini imparano a dosare, controllare prevedere con alcune variabili in più rispetto a uno spazio chiuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cercano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vanno a scovare i postio più inpensati portando alla luce cose nascoste, scoprono le piccole tane, seguono percorsi appena trattati per vedere dove vanno a finire. Riconoscono i cambiamenti che intervengono nella natura domandandosi cosa è successo. Tutto il territorio diventa zona di "conquista" dove lasciare dei segni per il giorno dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guardano&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Si fermano a scrutare ogni piccolo dettaglio o vanno alla raccolta delle piccole cose riempiendosi le tasche come fossero dei tesori inestimabili. Ogni girono è una scoperta nuova. L'esterno è una miniera: più si scava più viene alla luce, più ci si addentra più si porta fuori. E' la parte curiosa dei bambini che non si accontenta di ciò che appare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Osano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I bambini si tendono verso il ramo più alto, si arrampicano verso la cima, vogliono saltare dal muretto, s' infilano nei passaggi per vedere quanto sono capaci e grandi. L'esterno è una palestra di vita dove si sperimenta il senso del limite, della forza o si provano emozioni come aver fiducia in sè diventare più sicuri, cimentarsi in qualcosa di nuovo e di più difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Conversano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I luoghi all'aperto sono ideali pèer intrattenersi a parlare, a fare ipotesi, a chiedersi il perchè su ciò che li circonda: le piante, i piccoli animali visti nel loro habitat naturale. Sono conoscenze non banali per un bambino e poterle mettere in comune fa sì che queste diventino veri e propri argomenti di discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tramano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il giardino è anche il posto delle "bande", quella particolare forma di stare insieme e la forza e il fascino di fare gruppo, dell'allearsi, delle scorribande che più facilmente riuniscono a grappolo i bambini con ruoli che diventano funzionali ad un progetto comune. E i vari luoghi sono tutti da sperimentare: essere il leader del gruppo, alternarsi nella guida, andare al traino, essere il complice di turno, starsene un pò in disparte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tante cose accadono quasi da sole perche i bambini all'aperto sono a loro agio. Cose che possono fermarsi qui, nel loro accadere o cose che invece possono diventare patrimonio da sviluppare ed è qui che può intervenire il pensiero dell'educatore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-6698839459254235040?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/6698839459254235040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=6698839459254235040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6698839459254235040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6698839459254235040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-come-valore-in-pi.html' title='Lo spazio come valore in più'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-2640783043303232368</id><published>2008-12-19T17:51:00.002+01:00</published><updated>2008-12-19T18:09:04.722+01:00</updated><title type='text'>IL GIARDINO....nome molto famliare!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;" id="yiv1729626788"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Bambini, educatori e insegnanti chiamano più facilente gli aspazi esterni: giardino. Nome entrato nellinguaggio di tutti i giorni peri indicare quella zona sicura, protetta, controllata, dove i bambini possono stare all'aperto. Cosa ancor più preziosa oggi, tempo in cui le abitudini sono mutate e la strada, la piazza, il cortile non sono i posti di una volta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il giardino è il luogo amato dai bambini, ricercato al punto che in certi momenti, o periodi, diventa insistente questa domanda: " Quando usciamo?" damanda che circola anche nelle giornate solitamente considerate impossibili, a volte dettata solo dla bisogno di un'altra dimensione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Basta osservare come giocano all'aperto per capire questo lro rapporto con il fuori. Ad esempio, c'è il tempo della corsa, subito interrotta quando l'occhio si posa su un piccolo particolare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Oppure c'è quella pozza d'acqua che rimane il giorno dopo la pioggia e che diventa un laboratorio in miniatura per impasti di acqua e terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Non si può negare quel modo di vedere il giardino come qualcosa di diverso dalle proposte più evidentamente didattiche. E questo vale a volte anche per la scuola. In giardino si va a lavori finiti, o per contenere quella impellente voglia di muoversi dei bambini, per asciugare quelche lacrima, per far fonte a variabili impreviste. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Situazioni senz'altro importanti ma non uniche. Pesa anche l'idea che il "fuori" non sempre può dare prove concrete di un lavoro fotto con i bambini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Ci sono molti timori che accompagno l'uscita di questi bambini dai più semplici, legati al clima: troppo caldo, troppo freddo, troppo incerto; quante raccomandazioni: non sudare, non correre troppo, non sporcarsi. A quelli più frofondi: che il bambino possa cadere, incontrare dei pericoli, farsi male; che le corse sfrenate dei grandi possono sopraffare i più piccoli; e, infine, che si possono incontare le spiacevoli sorprese che il nostro mondo riserva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il girdino appare spesso come un luogo che espone i bambini a qualche rischi, preoccupazioni che passano dalla mano del genitore alla mano dell'educatore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-2640783043303232368?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/2640783043303232368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=2640783043303232368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2640783043303232368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2640783043303232368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/il-giardinonome-molto-famliare.html' title='IL GIARDINO....nome molto famliare!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1777218699782960108</id><published>2008-12-18T14:39:00.000+01:00</published><updated>2008-12-18T14:40:12.615+01:00</updated><title type='text'>LO SPAZIO ....esterno</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0); text-align: justify;" id="yiv198244624"&gt;&lt;div id="yiv1220822597"&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per chiudere il cerchio di una riflessione partita dagli spazi interni ora iniziamo a parlare degli spazi esterni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quello che stiamo affrontando è un percorso di continuità perchè il dentro e il fuori sono ambienti diversi, ma complementari, che fanno entrambi parte dell'esperienza di un bambino.Lo spazio esterno ha caratteristiche particolari: è lo spazio dei grandi ritovi e dei piccoli rifugi; della libertà e del limite, del fare gruppo con tanti e dell'incontro isolato con l'amico preferito. E' lo spazio che ha il fascino del mutamento: quello creato dalla natura con i colori e le luci che cambiano nei giorni e nelle stagioni e quello che nasce dai bambini con il loro giocare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' un luogo di esperienza, di incontri, di ricerca e di creazione, dentro le proposte e con le attrezzature. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Voglio portare perciò un idea di spazio esterno come qualcosa di più della semplice zona ricreativa, dove il bambino passa qualche momento della giornata per svagarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'ottica è superare la visione del giardino come luogo alternativo allo stare al chiuso e di disimpegno rispetto alle attività più strutturate. Il mio sguardo vuole cogliere le tante occasioni per cui si va all'aperto: per toccare, odorare, osservare, sentire, ascoltare, muoversi. Situazioni che a loro volta possono svilupparsi in attività sensoriali, scientifiche, manipolative, motorie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nelo spazio esterno siamo abituati a vedere organizzate attività importanti, feste o iniziative con precise finalità da raggiungerle; qui cercherò di osservare le attività del quotidiano. Quelle in cui un bambino trova motivo pe guardarsi attorno, quelle che sono fonte di scoperte non programmate, di relazioni con gli amici tutte da conquistare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1777218699782960108?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1777218699782960108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1777218699782960108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1777218699782960108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1777218699782960108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-esterno.html' title='LO SPAZIO ....esterno'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-7211879050752556111</id><published>2008-12-17T12:15:00.002+01:00</published><updated>2008-12-17T12:17:50.824+01:00</updated><title type='text'>Dove l'emozione prende forma!!!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SUjfxML3YhI/AAAAAAAAAC8/n11JLdoU4qg/s1600-h/fam_sacchettoni.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280716599269483026" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 188px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SUjfxML3YhI/AAAAAAAAAC8/n11JLdoU4qg/s320/fam_sacchettoni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Sono gli spazi dove i bambini possono esprimere esperienze, emozioni, in varie forme; realizzati nelle aule o in laboratori attrezzati con materiali e strumenti adatti.&lt;br /&gt;Tra gli spazi idelai, quello deitravestimenti è uno dei più frequentati e amati dai bambini. Hanno qui la possibilità di usare costumi e trucchi per immedesimarsi in personaggi immaginari; vestiti e accessori sono esposti in veri e propri atelier, in ceste o bauli.&lt;br /&gt;Lo specchio è ancora un elemento importante, perche consente al bambino di scoprire e provare nuove espressioni del viso, giocare con il corpo e provare l'emozione di vedere riflesso il personaggio che sta impersonando nel suo mondo immaginario.&lt;br /&gt;Nascono copioni improvvisati o storie narrate,dove ciascuno interpreta un ruolo; ma non è poi raro vedere girare nella scuola bambini con addosso il vestito particolare indossato per un gioco. Vestito che a volte è tenuto fino a sera. Trasformarsi diventa un'occasione unica., I timori cadono, tornano a galla anche le emozioni assopite per essere padroneggiate o rielaborate nel nuovo ruolo. E' il gusto di provarsi, in fondo per conoscersi.&lt;br /&gt;I burattini, attraverso cui i bambini accedono al loro mondo interiore, identificandosi in personaggi reali o fantastici che loro stessi dirigono. Dare voce ad un burattino è come concedersi un pò di libertà. Nel dialogo rieccheggiano parole dal significato non ancora pienamente conosciuto, ma solo percepito, frasi sentite o pensieri che nascono a mano a mano che ci si cala nel personaggio.&lt;br /&gt;Nello spazio dei burattini è spesso presente un testrino, anche se basta un semplice paravento, dietro al quale i bambini rappresentano storie a se stessi o ai compagni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-7211879050752556111?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/7211879050752556111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=7211879050752556111' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/7211879050752556111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/7211879050752556111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/dove-lemozione-prende-forma.html' title='Dove l&apos;emozione prende forma!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SUjfxML3YhI/AAAAAAAAAC8/n11JLdoU4qg/s72-c/fam_sacchettoni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-6086196903374328053</id><published>2008-12-17T10:13:00.002+01:00</published><updated>2008-12-17T10:25:34.383+01:00</updated><title type='text'>Per ricaricarsi un pò</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Lo spazio morbido è tipipcamente il luogo del "non fare", che accoglie invece il bisogno di starsene un pò da parte per ritrovare la tranquillità, ma è anche il luogo dove portarsi il gioco preferito o sfogliare il libro al quale si è più affezionati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Ricavato di solito in un angolo della sezione, attornito da piccole separazioni che delimitano il perimetro, lo spazio morbido dispone di poche cose: un tappetto, dei cuscini, qualche mensola o armadietto che fungono da appoggi, dei contenitori che raccolgono i giochi. Dall'altro scenario materiali leggeri per creare una diversa profondità. Ma proprio questa caratteristica lo rende uno spazio diversamente animato. In alcuni  momenti della giornata, ad esempio quelli iniziali o finali, diventa spazio di ritrovodove insieme si ocnversa, si ascolta una storia; in latri invece è frequentato da singoli bambini, anche per una crisi passeggera, o da piccoli gruppi che si scambiano dei giochi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;A volte si riempie di oggetti diversi, nell'andare e venire dei bambini, e offre così un terreno misto di incontro. Infine, diventa un luogo dove stare bene: una grande pista, che si snoda sul tappetto può diventare un gioco collettivo che cresce con l'apporto di ognuno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Lo specchi a parete, che spesso si ritova in questo spazio, è anche l'invito a giocare con se stessi: la smorfia, la postura danno vita alla comicità che è anche segno di riconoscimento del sé.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-6086196903374328053?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/6086196903374328053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=6086196903374328053' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6086196903374328053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6086196903374328053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/per-ricaricarsi-un-p.html' title='Per ricaricarsi un pò'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-6014646459954766327</id><published>2008-12-16T14:05:00.001+01:00</published><updated>2008-12-16T14:35:33.130+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio per la cura...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;In diversi momenti della giornata scolastica i bambini sono accompagnati in bagno dall'insegnante con la collaborazione del personale ausiliario: solitamente prima e dopo il momento della frutta al mattino e il panzo, prima del sonno e al rientro dal giardino.A piccoli gruppi, con tempi di attesa torrelabili, le operazini di igene e pulizia sono rese agevoli e personalizzate: l'acqua, il sapone e lo specchio diventano elementi di gioco ...l'uso dell'asciugamano un'operazione non frettolosa ma curata e ripetuta...il riordiono del proprio abbigliamento un motivo di soddisfazione per lecapacità raggiunte.In qualsiasi momento il bambino abbia bisogno, può recarsi autonomamente ai bagni. la funzionalità di questo spazio e la vicinanza alla sezione, quando possibile, sono di supporto nella conquista di autonomia; la presenza non intrusiva dell'adulto trasmette poi sicurezza e un senso di protezione in più.Piccoli water, lavandini bassi, rubinetti e dosatori di sapone liquido pratici e di facile uso, lo aiutano a usare in libertà e con tempi e ritmi soggettivi questo spazio concepito dal punto di vista funzionale ma anche educativo. Un ambiente personalizzato dove il bambino riconosce le proprie ose contrassegnate in maniera individuale: l'asciugamano personale sempre pulito, il proprio bicchiere, il grembiule di stoffa o di materiale plastico pe le attività più sporchevoli e, dove possibile, dentifricio e spazzolino da denti salvaguardano l'igene dei bambini e organzzano i tempi necessari a questa delicata operazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-6014646459954766327?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/6014646459954766327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=6014646459954766327' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6014646459954766327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6014646459954766327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-per-la-cura.html' title='Lo spazio per la cura...'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1748442756395485056</id><published>2008-12-16T10:46:00.001+01:00</published><updated>2008-12-16T10:46:44.783+01:00</updated><title type='text'>Fare e disfare!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Ogni spazio della scuola dell'infanzia è aperto all'uso che il bambino può fare, a volte diverso da quelo previsto dall'adulto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Ci sono però luoghi appositamente dedicati a far si che ni bambini posano sperimentare e sperimentarsi: i laboratori. Dove gli spazi della scuola lo consentono essi diventano vere e proprie stanze "operative", ricavate nei posti più vari a seconda della conformazione stessa della scuola; dove invece questo non è possibile, nascono all'interno delle sezioni. Illuogo è importante ma non determinante. Più che altro, infatti, a fare la differenza è il modo di proporre l'attività ai bambini e ciò che gli si mette a disposizione. Materiali, però, intenzionalmente pesanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il life motiv di laboratori è la scoperta della posibilità infinite: di se stessi, degli oggetti, delle combinazioni.  Così facendo, si abbasttono le preoccupazioni comuni: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;- del "rompere", in quanto ogni cosa può essere smontata;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;- dello sporcare perche lo spazio è già allestito affinchè ciò sia possibile;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;- del "non sono capace", perche in gioco non è il isultato di un'azione ma la ricerca che ogni bambino può intraprendere a modo suo;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;- dello sbagliare perche l'educatore è al fianco per raccogliere le domande, i dubbi, la paura di osare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Dentro i laboratori nascono percorsi che non si esauriscono in se stessi, c'è una continuità che da senso alle azioni fatte dai bambini, nasce un progetto di costruzione, le conquiste raggiunte vengano messe alla prova con nuove ipotesi, da verificare, in un crescendo di esperienze che possono poi diventare altro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Tra i laboratori più comuni nella scuola dell' infanzia vi è quello della manipolazione, dove i bambini hanno a disposizione contenitori di varia misura, ma anche l'acqua per ipastare, e oggetti di recupero per dare forma ai progetti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Il laboratorio grafico, pittorico e plastico è ricco di materiali che aiutano ad esprimersi attraverso il segno grafico. la ricchezza dei laboratori nasce dall'avere a disposizione non cose "peziose" ma cose comuni, le più varie, spesso e volutamente di recupero. La potenzialità di tali meteriali, unità alla capacità degli adulti di saperla sfruttare, è enorme, in quanto sviluppa il senso creativo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1748442756395485056?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1748442756395485056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1748442756395485056' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1748442756395485056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1748442756395485056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/fare-e-disfare.html' title='Fare e disfare!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-3236049215214015315</id><published>2008-12-15T14:32:00.002+01:00</published><updated>2008-12-15T14:45:51.640+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio nel gioco simbolico</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Bambini e bambini affaccendati nei giochi che simula le azioni della vita quotidiana, familiare e non. E' questo il modo più comune con il quale i bambini si rappresentano il mondo che stà attorno a loro. Interpretano le azioni tipiche dei contesti conosciuti: ad esempio, preparare la cena, fare la spesa, fare i compiti...rievocano momenti ed esperienze di cui sono protagonisti: i riti di accudimento, come l'addormentare il bambolotto, contarli una canzone, vestirlo, accompagnarlo a scuola, i riti conviviali del saluto della conversazione della risposta al telefono; inpersonano i ruoli, di adulti, del papà e della mamma dentro casa, o della maestra a scuola. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;I commenti che accompagnano questi giochi sono vere e proprie testimonianze. Nella parte del bambino piccolo, o della figura affettivamente importanete, il bambino rielabora quell' insieme di significato di cui via a via si appropria: le regole, le norme di comportamento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Lo spazio casetta nella scuola dell'infanzia è il simbolo di questa tipologia di giochi. La casa, infatti, è il luogo della ritualità delle relazioni, dell'ospitalità, dei lavoro: situazioni che i bambini riproducono facendoli incontrare con altri spazi di vita come la scuola.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Emotivamente l'immersione totale, è un calarsi nella parte dove affiorano anche i bisogni di rassicurazione a volte inespressi, o le paure . Consolare un compagno che simula un pianto, farsi a sua volta consolare, dire no nelle vesti di "grande", sono tutte azioni attraverso cui i bambini si spiegano gli aventi, costruiscono i propri ragionamenti, trovano soluzioni: insomma si identificano con le figure importanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-3236049215214015315?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/3236049215214015315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=3236049215214015315' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3236049215214015315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3236049215214015315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-nel-gioco-simbolico.html' title='Lo spazio nel gioco simbolico'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-3046060114880494610</id><published>2008-12-15T14:11:00.000+01:00</published><updated>2008-12-15T14:14:49.099+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio del movimento.... muoversi in"libertà"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;L'esperienza motoria per un bambino di scuola dell'infanzia è conoscenza, percezione, organizzazione, scoperta di sè; spesso è il modo primario con cui vengono proposte ai bambini le attività, facendoli agire, per dopo riflettere, pensare; insomma, espandere il campo. Lo spazio del movimento accoglie tutto questo e consente di organizzare in un progetto anche le azioni più spontanee dei bambini.&lt;br /&gt;E' allora uno spazio a più facce dove:&lt;br /&gt;- sperimentare concretamente esperienze che diventano poi verbali, con il racconto di quanto vissuto; grafiche, con il disegno che ricorda quanto avvenuto; cognitive, nel ricostruire i diversi passaggi, simboliche nell'associare segni ad azioni;&lt;br /&gt;- fare propri concetti spaziali, racchiusi in azioni come: saltare da una grande torre, prima costruita mettendo l'uno sopra l'altro glioggetti scelti, arrampicarsi su una rete diventata una montagna impossibile, rotolare su materassi ondulati , strisciare sotto panchine accostate o percorrere in equilibrio un asse che fa da ponte;&lt;br /&gt;-provare l'infinita gamma delle espressioni corporee, accompagnati dalla musica o da oggetti, che ritmano o ispirano il movimento nelle forme inconsuete.&lt;br /&gt;facendo uso del corpo si sciolgono anche le inibizioni, e ciò che a volte un bambino non riesce a dire, riesce a fare. Anche una semplice azione mimata, come camminare, può diventare un ricco copione: camminare arrabbiati, camminare stanchi, camminare in salita, camminare al buio...&lt;br /&gt;-rispondere al bisogno più normale di un bambino di muoversi "senza confini". Più facilmente, rispetto ad altri spazi della scuola, lo spazio del movimento può così liberarsi dalla sua consueta organizzazione e diventare uno uno spazio ampio che accoglie l'esperienza libera del movimento come importanete occasione esplorativa pe ri bambini, se accompagnata da adulti che ne sanno tenere la fila.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-3046060114880494610?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/3046060114880494610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=3046060114880494610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3046060114880494610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3046060114880494610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-del-movimento-muoversi.html' title='Lo spazio del movimento.... muoversi in&quot;libertà&quot;'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-727187820246289937</id><published>2008-12-15T11:01:00.005+01:00</published><updated>2008-12-15T11:39:00.123+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio del gruppo ... relazioni "ravvicinate"!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-family: times new roman;font-size:130%;" &gt;E' uno spazio che accoglie le attività specifiche per gruppi che si costruiscono durante la giornata a scuola. Ad esempio, al mattino, una volta terminato l'ingreso e con esso le fasi dell'accoglienza. E' questo infatti, un tempo solitamente dedicato ad esperienze mirate che partono da interessi e bisogni conoscitivi diversi dai bambini.  Dalla sezione, punto primario di riferimento, si può "emigrare" verso altri spazi, incontrando bambini di altre sezioni. O nella sezione propria si possono accogliere altri bambini. Con loro si viene a formare un gruppo accomunato dalla stessa età o da età vicine, da interessi, o ancora da progetti che possono fluidamente nascere in corso d'anno. Anche questo gruppo prende un nome, diverso da quello della sezione, per sottolineare la particolarità di questo tempo, inseritoin una quotidianità programmata che da una continuotà alle esperienze avviate. Dal mattino al pomeriggio, altri gruppi nascono. E' il casodei bambini che si fermano al tempo prolungato. la loro è un esperienza particolare, data dal fatto che tutto si allenta per chiudere l'ultima parte di una giornata densa di cose. Un delicato lavoro di tessitura accompagna questo tempo: di relazioni tra bambini appartenenti a gruppi diversi, di attività già fatte, durante la giornata che qui trovano anche importanti momenti di sedimentazione. Obiettivo centrale diventa allora ricomporre storie diverse e costruire un gruppo che insieme stà bene. In base al numero stesso di bambini, e alle condizioniorganizzative della scuola, lo spazio privilegiato può essere una sezione o una zona particolare della scuola: spazi insomma che nell'arco della giornata vedono anche altre presenze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-727187820246289937?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/727187820246289937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=727187820246289937' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/727187820246289937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/727187820246289937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-del-gruppo-relazioni.html' title='Lo spazio del gruppo ... relazioni &quot;ravvicinate&quot;!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-7113087557948556731</id><published>2008-12-15T10:40:00.003+01:00</published><updated>2008-12-15T11:17:26.054+01:00</updated><title type='text'>Lo spazio come sezione...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La scuola dell'infanzia è organizzata in sezioni. Termine che stà a significare un raggruppamento di bambini - di norma 25 - di età diversa 3/4/5 anni in uno spazio specifico e con insegnanti di riferimento. Solitamente alla sezione viene dato un nome, dal valore simbolico: nasce così la sezione dei "blu" piuttosto dei "palloncini". Il nome crea identità al gruppo. la sezione è lo spazio che per primo dà al bambino il senso di un posto suo. E' il luogo dove egli comincia a costruire i primi legami con i compagni e con gli adulti. E' anche il luogo stabile della giornata a scuola, da cui scaturiscono più esperienze.&lt;br /&gt;Nell'momento dell'ingresso, la sezione si offre come spazio "cuscinetto" per ammorbidire la separazione del bambino dai genitori. L'allestimento in zone di gioco la casetta, i travestimenti, le costruzioni... favorisce le aggregazioni in gruppi come i momentiindividuali, e permette al bambino di avviare la giornata a modo suo: chi continua il gioco prima, chi cerca la zona più tranquilla per sfogliare un libro, chi sta accanto all'insegnante e attende l'arrivo dei compagni. Così facendo, ci si predispone in senso emotivo e cognitivo alle attività successive.&lt;br /&gt;A seconda delle scelte organizzative della scuola, in tempi programmati della giornata, la sezione si offre anche come spazio per attività di gruppo. Grazie alla sua suddivisione in zone, essa offre trame di gioco che, a seconda del loro diverso scopo, impegnano i bambini nel fare, osservare, parlare, disegnare, costruire...&lt;br /&gt;Nel tempo pomeridiano, la sezione offre proposte tranquille per rilassarsi un po dopo il pranzo, come l'ascolto di storie lette o raccontate dall'insegnate; giochi lliberamente scelti a seconda degli interessi individuali o attività organizzate in piccoli gruppi.&lt;br /&gt;Infine, accompagna il bambino verso la chiusura della giornata, conservando i segni di un lavoro che cresce. Sull'armadietto o sulla mensola trovano posto le cos eincompiute: una costruzione da terminare, un disegno appena iniziato...nell'angolo, senza intralciare il lavoro altrui, di governo e riordino della scuola, "riposa" il cartellone avviato....per il giorno dopo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-7113087557948556731?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/7113087557948556731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=7113087557948556731' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/7113087557948556731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/7113087557948556731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio-come-sezione.html' title='Lo spazio come sezione...'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-8686180119173315361</id><published>2008-12-15T10:38:00.004+01:00</published><updated>2008-12-15T17:54:04.968+01:00</updated><title type='text'>LO SPAZIO...interno...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Ciao a tutti, dopo aver parlato delle esperienze della vita quotidiana di un bambino volevo fare alcuni riferimenti agli arredi che completano questo quadro formando un'immagine immediata di come gli spazi prendono forma e vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Lo spazio è una dimensione trasversale nell'organizzazione scolastica: componente sileziosa ma fortemente comunicativa che trasmette emozioni, modi di pensare e di vivere dentro un ambiente, fa incontrare le esperienze di adulti e bambini e le compone in una "storia", restituita spesso da oggetti lasciati, da immagini apprese. E' sfondo di ogni azione e insieme stimolo perche dalla stessa organizzazione delo spazio l'attività riceve inpulso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;All'inizio lo spazio è sufficeintemente organizzato per facilitare l'ambientazione di bambini e aiutarli ad affrontare le tappe della separazione dai genitori e della costituzione di nuovi legami nella scuola. La sua funzione prevalente, in questa frase, è di mediatore effettivo: spazi e oggetti dal "sapore di casa" per i bambini più piccoli, o che ricordano le precedenti esperienze per quelli più grandi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;I bambini si accostano, o si riaccostano, allo spazio e piano, piano diventa visibile un loro modo preferenziale di muoversi nell'ambiente. E' importante, allora, che lo spazio non sia chiuso su soluzioni predefinite, ma sappia accogliere le diverse espressioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-8686180119173315361?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/8686180119173315361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=8686180119173315361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8686180119173315361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8686180119173315361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/lo-spazio.html' title='LO SPAZIO...interno...'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-8876907353149960533</id><published>2008-12-15T10:24:00.004+01:00</published><updated>2008-12-15T10:37:56.384+01:00</updated><title type='text'>Andiamo a nanna...all'asilo??</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E' uno spazio dove il bambino ritrova benessere dopo molte esperienze vissute nella mattinata. Tutto il possibile viene fatto, anhe là dove la scuola non può contare su uno spazio apposito, per accogliere questo primario bisogno dei bambini. Specie dei più piccoli che ancora hanno ritmi molto scanditi, ma anche dei più grandi ai quali necessita un tempo, seppure breve, di recupero delle risorse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Caratteristiche di questo luogo, che richiede una particolare tranquillità, sono il silenzio e la possibilità di oscurarlo in modo da disporre il bambino a lasciarsi andare al sonno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;E' uno spazio che comunica attraverso i toni sforzati di colore, la penombra o il "quasi buio", il suono attutito... ma anche attraverso i riti dell'addormentamento: una musica rilassante, una ninna nanna, una favola raccontata sottovoce...per distogliere l'attenzione del bambino da tutto ciò che è rumore, movimento, attività e proporgli dei tempi più rallentati, fino a quando il sonno non prende il sopravvento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ogni bambino ha il suo lettino, o un materassino o una brandina per riposare dove ritrova ogni giorno i propri oggetti cari: la copertina di casa, i peluches o il cuscino con la federa preferita,. Quiesti oggetti, cosidetti tradizionali, lo tranquillizano al momento dell'addormentamento e lo accolgono al suo risveglio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il passaggio dalla veglia al sonno non è così semplice, specialmente in una situazione di gruppo come quella scolastica, dove i bisogni individuali cercano uno spazio familiare. Ogni bambino ha il proprio modo: chi si rannicchia sotto le coperte immobile ad ascoltare la voce dell'insegnante che racconta una favola, chi si gira e rigira per trovare la posizione ideale per rilassarsi e chi ancora ha bisogno della rassicurante vicinanza di una figura fidata per riuscire a chiudere gli occhi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-8876907353149960533?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/8876907353149960533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=8876907353149960533' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8876907353149960533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8876907353149960533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/andiamo-nannaallasilo.html' title='Andiamo a nanna...all&apos;asilo??'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-6765252693849270199</id><published>2008-12-11T11:42:00.002+01:00</published><updated>2008-12-11T11:52:41.622+01:00</updated><title type='text'>La paura del buio!</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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Sperando che gli argomenti vi piacciono inizierei subito a parlarvi dell’argomento di oggi, la paura del buio. Questo è uno dei timori più diffusi nell’infanzia e il momento di addormentarsi può diventare fonte di agitazione, in alcuni casi di vero e proprio &lt;strong&gt;panico&lt;/strong&gt;. La paura del buio non è solo una paura da bambini. Se ci guardiamo indietro possiamo comprendere quanto questo timore appartenga profondamente alla nostra natura di esseri umani e quanto sia ancestrale. Quasi in tutte le culture sono stati creati dei miti: la &lt;strong&gt;luce&lt;/strong&gt; è ciò che viene accostata alla vita, mentre le tenebre rappresentano la morte anche nell’immaginario di alcune religioni. Il timore che coglie molti bambini prima di andare a dormire si riferisce a tutto questo. Ma soprattutto è paura di separarsi dalla mamma e dalle persone care, paura che nell’addormentarsi qualcosa venga perduto. Ecco allora qualche accorgimento utile per gestire più facilmente questo momento, che coglie molti genitori alla fine di una giornata di lavoro. E’ preferibile abituare fin dall’inizio il bambino ad  addormentarsi&lt;a href="http://www.pianetamamma.it/il-bambino/come-far-dormire-bene-il-tuo-bambino.html" title="far dormire bene il bambino"&gt;&lt;/a&gt; nel proprio letto e riservare l’accesso al &lt;strong&gt;lettone solo in casi eccezionali&lt;/strong&gt;, come ad esempio se il bambino è spaventato da un temporale o se ha la febbre alta. Se questa vi sembrerà una scelta crudele, perché scatenerà il pianto del bambino, vi accorgerete in futuro di aver preso la decisione giusta, perché avrete incoraggiato vostro figlio alla ricerca dell’autoregolazione, rendendo più serene le sue notti e anche le vostre. Ciò non significa che il &lt;strong&gt;rituale&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;non è necessario che il bambino si addormenti al buio&lt;/strong&gt;. È possibile che la mamma gli resti accanto fino a che non gli si chiudano gli occhi e solo allora si può decidere di spegnere la luce. Oppure si possono utilizzare quelle piccole luci che si attaccano ad una qualsiasi presa della corrente, per far sì che la camera non resti mai nell’oscurità completa. In questo caso è preferibile rimuovere dalla stanza oggetti di forme particolari affinchè non proiettino &lt;strong&gt;ombre&lt;/strong&gt; che possono risultare spaventanti, ottenendo l’effetto opposto rispetto a quello desiderato. Può inoltre essere fondamentale la presenza di un &lt;strong&gt;oggetto morbido&lt;/strong&gt;, come un peluche, una copertina che il bambino intorno all’età di un anno sceglie come inseparabile da sé, soprattutto in assenza della madre. E’ importante che questo oggetto non sia mai violato dall’adulto, che ne dovrebbe avere la massima cura e rispetto. Questo oggetto generalmente sarà a poco a poco disinvestito ed abbandonato dal bambino durante la crescita in maniera del tutto naturle e spontanea. Infine ricordate che la vostra disponibilità ed il vostro calore saranno il rimedio più efficace per fugare questo timore molto diffuso tra i bambini. La facilità di accesso alle figure di attaccamento in caso di necessità è ciò che rassicura maggiormente il bambinio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-6765252693849270199?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/6765252693849270199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=6765252693849270199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6765252693849270199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6765252693849270199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/la-paura-del-buio.html' title='La paura del buio!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1866624815303320138</id><published>2008-12-11T10:57:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T10:59:58.264+01:00</updated><title type='text'>Fare la pipi a letto: come capire e superare questo disagio?</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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In questo blog stiamo affrontando diversi tipi di argomenti e dopo avere trattato il tema del cibo volevo affrontarne un altro che ritengo “importante”. Oggi infatti volevo parlare di tutti quei bambini che fanno la pipì a letto soprattutto perche superare questo piccolo problema è molto semplice. La &lt;strong&gt;perdita involontaria di urina&lt;/strong&gt; è un episodio normale nel bambino fino ad un anno di età poiché non ha ancora imparato a riconoscere lo stimolo e non ha quindi acquisito il “controllo” della vescica. Solo verso i tre, quattro anni il bambino diventa autonomo a condizione che abbia superato la fase di totale dipendenza dalla madre che caratterizza la relazione madre-bambino nei primi anni di vita. &lt;strong&gt;Il limite per l'acquisizione di questa capacità è intorno ai 5 anni&lt;/strong&gt;, poi il mancato “controllo” della vescica viene definito con il termine di “&lt;strong&gt;enuresi&lt;/strong&gt;”. Esistono vari tipi di enuresi. Si distingue in &lt;strong&gt;“notturna”&lt;/strong&gt; ossia limitata alla notte o &lt;strong&gt;“diurna”&lt;/strong&gt; quando prosegue durante il giorno, e in &lt;strong&gt;“primaria”&lt;/strong&gt; quando il controllo non è stato mai acquisito o in &lt;strong&gt;“secondaria”&lt;/strong&gt; nel caso in cui il bambino dopo un periodo di autonomia ricomincia a fare la pipì a letto. La prima cosa da fare in tali casi è rivolgersi al proprio pediatra di fiducia per escludere eventuali malformazioni o patologia, occorre capire da dove deriva il problema. Per un bambino fare la pipì a letto è un problema che tocca la sua sfera psicologica-emotiva. L'enuresi rappresenta, dal punto di vista psicologico, una &lt;strong&gt;regressione&lt;/strong&gt; ad un comportamento infantile. In altre parole il bambino che presenta questo problema ci segnala che fa fatica a crescere e ad abbandonare la sicurezza di essere accudito dalla mamma. L'enuresi può presentarsi in seguito alla nascita di un fratellino e alla conseguente gelosia. A volte invece il disturbo può essere un modo per “comunicare” ostilità. Fin dalla tenera età i genitori introducono i concetti di “sporco” e di “pulito” sotto forma di contrapposizione. Bagnare il letto assume il significato di “sporcare” ed il bambino lo sa bene. In questi casi l'enuresi assume il valore di una &lt;strong&gt;protesta&lt;/strong&gt; contro i genitori e l'ambiente circostante. Un'altra causa può essere la presenza di situazioni conflittuali in famiglia (separazioni, &lt;a href="http://www.pianetamamma.it/la-famiglia/separarsi-rimanendo-genitori.html" title="separarsi rimanendo genitori"&gt;&lt;/a&gt; trascuratezza ecc:). Un atteggiamento troppo rigido da parte dei genitori può generare nel bambino molta ansia perché percepisce che mamma e papà danno molta importanza alle prestazioni sociali e gli chiedono di essere un bambino “perfetto” sempre educato ed anche uno studente modello. Elenco di seguito alcuni consigli utili a gestire il problema dell'enuresi. Occorre innanzitutto che i genitori assumano un atteggiamento equilibrato senza colpevolizzare il bambino con frasi del tipo &lt;em&gt;“vergognati, alla tua età...”&lt;/em&gt; oppure &lt;em&gt;“ma cosa combini?”.&lt;/em&gt; Secondo punto bisogna evitare di svegliare il bambino durante la notte per fare pipì ed annotare gli orari: questi atteggiamenti possono generare nel bambino un rifiuto nell'andare in bagno oltre a renderlo più insicuro. E' consigliato inoltre l'uso delle mutandine assorbenti al posto del pannolino solito. Creare un'atmosfera rilassante e distesa prima di andare a dormire è fondamentale. L'enuresi a volte è solo la parte visibile di un iceberg che bisogna sciogliere. Un clima sereno e di fiducia in famiglia è il primo passo per superare il problema. E' necessario, inoltre, che i genitori siano &lt;strong&gt;comprensivi.&lt;/strong&gt; La tolleranza diventa parte integrante della guarigione. Si può anche farlo sentire meno “solo” spiegandogli che ci sono tanti bimbi coetanei che hanno il suo stesso problema. Infine è importante far capire al proprio figlio quali sono i vantaggi della guarigione ad esempio il poter dormire fuori casa e contemporaneamente è opportuno premiare ogni piccolo suo progresso.&lt;strong&gt; Molti genitori si vergognano&lt;/strong&gt; che il proprio figlio presenti questo problema. Chiedere aiuto e rivolgersi ad uno specialista, invece, costituisce un atto d'amore nei confronti del proprio piccolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1866624815303320138?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1866624815303320138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1866624815303320138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1866624815303320138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1866624815303320138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/fare-la-pipi-letto-come-capire-e_11.html' title='Fare la pipi a letto: come capire e superare questo disagio?'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-666319952281904421</id><published>2008-12-01T14:42:00.005+01:00</published><updated>2008-12-01T15:08:40.543+01:00</updated><title type='text'>Il bambino mangia troppo: perche?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPvkQGnYmI/AAAAAAAAACU/h8RZWmzafZA/s1600-h/gelato_bimbi_N.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 193px; height: 255px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPvkQGnYmI/AAAAAAAAACU/h8RZWmzafZA/s320/gelato_bimbi_N.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274822994658026082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" &gt;Ciao a tutti sono alcuni giorni che non ci aggiorniamo più … oggi volevo affrontare il tema dell’alimentazione.Alcuni genitori si lamentano che i loro bambini rifiutano il cibo altri invece sono preoccupati per il problema opposto: &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;i loro bambini mangiano troppo!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Oggi, purtroppo, sono in continuo aumento i casi di sovrappeso e do obesità in età evolutiva. Come mai alcuni bambini mangiano così tanto? L'accudimento di un bambino (fin dalle sue prime ore di vita) passa attraverso la via dell'alimentazione. La madre insieme al suo latte trasmette al bambino con la presenza, l'attenzione e il contatto corporeo non solo nutrimento fisico, ma anche nutrimento affettivo ed emotivo. Il latte “buono” assume il potere non solo di alimentare ma anche quello di trasmettere amore, calore e contenimento. In effetti anche per le persone adulte spesso &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;il cibo assume un significato rassicurante ed una presenza affettuosa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b style=""&gt;.&lt;/b&gt; Nella società odierna i bambini hanno a disposizione &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;una quantità di cibo quasi infinita&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, purtroppo la disponibilità di cibo non sempre corrisponde ad altrettanta disponibilità di ascolto, di attenzione e di comprensione!I bambini che si riversano e si accaniscono sulle merendine e sulla cioccolata &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;hanno fame di amore&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. A differenza dell'adulto un bambino non può dare un senso a molti suoi sentimenti e non sa neanche auto-contenerli o esprimerli utilizzando modalità alternative. Il comportamento dei genitori ha indubbiamente un'influenza sul consumo smodato di cibo. I bambini imitano i comportamenti degli adulti ed &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;il comportamento alimentare è tra i primi ad essere imitato!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;Le difficoltà alimentari in un bambino possono dunque essere legare anche a problematiche insite nella relazione bambino-genitore. Quindi rapporti alterati con il cibo possono rappresentare importanti spie di problematiche relazionali che non devono essere sottovalutate, ma vanno indagate subito. Il cibo così come per gli adulti può rappresentare &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;un modo per riempire dei “vuoti” principalmente affettivi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;! I genitori con figli che mangiano troppo dovrebbero sostituire le merendine e le patatine con la loro presenza affettuosa, con attenzione e proposte di giochi e di momenti di svago da condividere. Essere &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;bambini “grassi” non coincide più con l'immagine di bambini sani, simpatici e tranquilli&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Infine è importante capire se i genitori proiettano sui loro bimbi i loro problemi alimentari. Spesso un repentino ed improvviso cambiamento nel comportamento alimentare, soprattutto quando si esagera con il cibo, si accompagna alla comparsa di disturbi del sonno, scoppi improvvisi di aggressività&lt;a href="http://www.pianetamamma.it/il-bambino/che-fare-se-tuo-figlio-fa-i-capricci.html" title="il bambino che fa i capricci"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;e un calo del rendimento scolastico. In questi casi è opportuno segnalare questi cambiamenti nella vita del proprio bambino al pediatra di fiducia che potrà valutare se è necessario una consulenza psicologica e se è opportuno cambiare o appartare delle modifiche al regime alimentare del nostro piccolo. Non dimentichiamo che nutrirsi è la prima forma di comunicazione che il neonato stabilisce con il mondo circostante attraverso il contatto corporeo con la madre e che il cibo può assumere diversi significati relazionali nel corso dello sviluppo di nostro figlio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-666319952281904421?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/666319952281904421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=666319952281904421' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/666319952281904421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/666319952281904421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/12/ciao-tutti-sono-alcuni-giorni-che-non.html' title='Il bambino mangia troppo: perche?'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPvkQGnYmI/AAAAAAAAACU/h8RZWmzafZA/s72-c/gelato_bimbi_N.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-6755339592615495123</id><published>2008-11-22T14:47:00.002+01:00</published><updated>2008-11-22T14:52:51.132+01:00</updated><title type='text'>I bimbi e il loro amico immaginario!!!</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Care mamma e visitatrici dopo aver parlato dei vari modi per far divertire il vostro bambino oggi volevo parlarvi di un gioco un pò particolare, l’amico immaginario. &lt;strong&gt;Due terzi dei bambini&lt;/strong&gt; hanno un amico immaginario con cui dialogano, litigano e giocano prima di prendere sonno, o nel ritorno da scuola, o se si ritrovano da soli a casa. Di solito si ha un amico immaginario in età prescolare e alcuni studi confermano che il fenomeno è &lt;strong&gt;più frequente nei primogeniti&lt;/strong&gt;&lt;b style=""&gt;.&lt;/b&gt; Tutto si può dire dei bambini tranne che manchino di un certo senso pratico: si inventano un amico immaginario, con cui giocheranno, si confideranno, litigheranno. Immaginario, segreto, personale, umano, fantastico: come farne a meno? Le luci si spengono, la mamma ha dato il bacio della buonanotte, il buio incombe e il sonno invece no. Oppure da soli a casa, spaventati da rumori e scricchiolii, una solitudine che non ha nulla di esistenziale e malinconica ed è tutta concreta, palpabile, immeritata. O per strada, rincasando e persi nel proprio sovrappensiero. È così che nasce l'amico immaginario, a volte perfettamente invisibile, &lt;strong&gt;a volte incarnato in un peluche&lt;/strong&gt;, un orsacchiotto come Winnie-the-Pooh. L'amico immaginario è sempre lì, disponibile: non ha la mamma che lo aspetta a casa, non ha orari e obblighi, non va a scuola, è ovviamente emancipato. L'amico immaginario può essere la reazione ad una condizione di &lt;strong&gt;solitudine&lt;/strong&gt; e si riscontra appunto per lo più nei figli unici e in bambini timidi o che vivono in un ambiente familiare poco aperto alle relazioni esterne. L'”amico immaginario” permette, dunque, di compensare le tensioni, di ripensare alle proprie esperienze, di elaborarle e sopportarle meglio quando i bambini si sentono infelici. Tuttavia l'utilizzo dell' “amico immaginario” non deve diventare un mezzo per il bambino attraverso cui si rinchiude in se stesso ed evita così il contatto con i coetanei e con gli adulti dai quali forse si sente poco accettato, non compreso e gratificato. Il gioco dell'amico immaginario &lt;strong&gt;è un gioco “normale”,&lt;/strong&gt; ma è preferibile prestare attenzione particolare quando permane nella fase preadolescenziale (dai 10/11 anni in poi); in tal caso quel gioco potrebbe indicare un disagio psicologico che va indagato più a fondo.Per quanto concerne l'atteggiamento migliore che i genitori possono assumere nei confronti dell'amico immaginario gli psicologi consigliano di entrare, senza essere invadenti, nello spazio in cui dimora l'amico immaginario per poter comunicare e giocare con lui. &lt;strong&gt;Fare “amicizia” con l'amico immaginario consente ai genitori di conoscere in modo più profondo il proprio bimbo.&lt;/strong&gt;&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;Soltanto quando diventa una specifica modalità di fuga dalla realtà occorre intervenire per evitare che la fantasia prenda il sopravvento nella vita del bambino e che gli impedisca la distinzione tra gioco e realtà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-6755339592615495123?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/6755339592615495123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=6755339592615495123' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6755339592615495123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/6755339592615495123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/i-bimbi-e-il-loro-amico-immaginario.html' title='I bimbi e il loro amico immaginario!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-134313175743146318</id><published>2008-11-21T01:06:00.002+01:00</published><updated>2008-11-21T01:09:16.493+01:00</updated><title type='text'>Se il bambino si annoia: perche e cosa fare?</title><content type='html'>&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Eccoci qui anche oggi a parlare dei bambini!! Oggi volevo affrontare il tema della noia che è molto diffuso tra i ragazzi!!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Molto spesso i genitori entrano nello sconforto quando i figli manifestano noia. E’ incomprensibile vedere come i bambini e i ragazzi non sappiano come occupare il loro tempo libero e trascorrono ore o intere giornate nelle loro stanze davanti a giochi e dispositivi elettronici; questo fenomeno si manifesta soprattutto nel periodo estivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La noia &lt;strong&gt;non è causata dall'assenza di stimoli&lt;/strong&gt; o di opportunità come tutti pensano. I bambini spesso si annoiano pur disponendo di una grande quantità di giochi e avendo numerose proposte di cose da fare. La causa della noia è da ricercare all'interno della persona, nella &lt;strong&gt;difficoltà ad impegnarsi in attività&lt;/strong&gt;&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;impegnative che prevedono il raggiungimento di uno scopo importante, ma addirittura nel pensarlo. Per fronteggiare la noia non basta proporre nuovi giocattoli, nuovi stimoli, nuove attività preconfezionate. I bambini fin dalla primissima infanzia sono sommersi da oggetti e compiti che richiedono solo di essere passivamente usati o eseguiti. In questo modo i nostri piccoli non si abituano ad immaginare &lt;strong&gt;un obiettivo&lt;/strong&gt; da raggiungere, a progettare come arrivarci ed ad impegnarsi per ottenere il risultato prefissato. Quando i bambini crescono, soprattutto nell'adolescenza, l'incapacità e la difficoltà di progettare attività personali e significativi in cui impegnarsi genera un profondo disagio che non deve essere trascurato perché può essere all'origine di comportamenti rischiosi. Molti adolescenti, infatti, &lt;strong&gt;per sfuggire alla noia praticano attività estreme&lt;/strong&gt;, pericolose per sé e per gli altri (fare sfide in moto, ubriacarsi, sballarsi con stupefacenti etc.) Con questi atteggiamenti estremi cercano una scarica di adrenalina che dà l'illusione di vivere meglio. Si tratta in realtà di un brivido che dura solo alcuni minuti e poi si torna alla normalità, più annoiati e insoddisfatti di prima.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La noia nei bambini e negli adolescenti si combatte chiedendo loro di impegnarsi nel raggiungimento di un obiettivo che deve essere per loro ovviamente significativo. Non è importante se le proposte partono dai ragazzi o dai genitori, ma bisogna capire e valutare a cosa sono di più interessati, spingerli a scegliere tra diverse alternative, aiutarli a darsi un obiettivo preciso, ad organizzare le varie tappe per raggiungerlo ed infine impegnarsi per ottenere il risultato che si sono prefissati. Questo discorso vale sia per attività che si svolgono dentro casa, come hobby, sia per quelle fuori casa, &lt;strong&gt;nello sport, nel volontariato, in parrocchia, nel quartiere.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Qualche consiglio per i genitori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Fin da piccoli evitare di sommergere i bambini di giocattoli, in particolare quelli molto strutturati che abituano alla passività e alla semplice esecuzione, &lt;strong&gt;non si lascia così spazio alla creatività&lt;/strong&gt;, all'azione personale e alla progettualità. Quando i vostri figli vi dicono che si annoiano sarà necessario proporre loro una meta chiara da raggiungere attraverso il loro impegno personale. La noia si affronta coltivando nuovi hobby, facendo un lavoro per sé o per gli altri, imparare azioni nuove utili per la vita. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Anche impegnarsi nelle più comuni &lt;strong&gt;attività della vita domestica&lt;/strong&gt; e familiare può rappresentare una soluzione alla noia. I figli si sentono coinvolti nella vita familiare e non esclusi (cosa che frequentemente si verifica). Un'altra proposta utile per combattere la noia è la lettura dei libri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' opportuno leggere dei libri ai nostri figli che fin da piccolissimi impareranno quando cresceranno a trascorrere il tempo anche da soli...magari in compagnia di un buon libro!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-134313175743146318?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/134313175743146318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=134313175743146318' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/134313175743146318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/134313175743146318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/se-il-bambino-si-annoia-perche-e-cosa.html' title='Se il bambino si annoia: perche e cosa fare?'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-1770505155874152880</id><published>2008-11-18T18:43:00.004+01:00</published><updated>2008-11-18T18:49:29.399+01:00</updated><title type='text'>Pericolo nella cesta di giocattoli!!!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SSL_hKycMoI/AAAAAAAAACM/WqCKjKwGO_Q/s1600-h/cesta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SSL_hKycMoI/AAAAAAAAACM/WqCKjKwGO_Q/s320/cesta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270055459273585282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ciao ragazze oggi ho deciso di parlarvi di alcuni rischi che potrebbero correre i bambini attraverso i loro giocattoli. Negli ultimi mesi il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha segnalato la presenza sul mercato italiano di alcuni giochi pericolosi, avvisiamo i genitori e agli educatori di controllare i loro ultimi acquisti per i bambini. Su segnalazione del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sono stati ritirati da supermercati e punti vendita alcuni giocattoli ed articoli pericolosi per la salute dei bambini. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;L'elenco comprende: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- &lt;b&gt;Tappetini in materiale plastico morbido di provenienza cinese costituito da elementi-tasselli di vari colori&lt;/b&gt;, utilizzati sia a domicilio che in asili nido o ludoteche. Il tappetino potrebbe essere nocivo per ingestione accidentale e irritante per gli occhi se esposti ai vapori emanati dalle formelle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;- &lt;b&gt;Candele a forma di cioccolatini&lt;/b&gt; in confezione di plastica trasparente di forma e colori diversi; tali candele potrebbero essere facilmente scambiate per cioccolatini e ingerite;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- &lt;b&gt;Bombolette schiuma spray di Carnevale &lt;/b&gt;da 250 ml, prodotto e commercializzato dalla ditta Solchim spa di Cremona: il contenuto è irritante e potenzialmente dannoso per possibili danni alle cornee.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questi prodotti sono di solito commercializzati presso negozi di casalinghi, supermercati o centri commerciali. Si raccomanda per questo ai genitori e agli educatori la massima attenzione nell'acquisto di giocattoli per i più piccoli e di controllare inoltre i recenti acquisti per figli e nipotini. I cittadini che eventualmente individuano tali prodotti sono pregati di segnalarli ai &lt;b&gt;servizi di igiene pubblica degli enti locali&lt;/b&gt;. Meglio avere in casa pochi giocattoli ma di buona qualità, sorvegliare sempre il gioco dei bambini e se possibile giocare insieme a loro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-1770505155874152880?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/1770505155874152880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=1770505155874152880' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1770505155874152880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/1770505155874152880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/pericolo-nella-cesta-di-giocattoli.html' title='Pericolo nella cesta di giocattoli!!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SSL_hKycMoI/AAAAAAAAACM/WqCKjKwGO_Q/s72-c/cesta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-3240947958699118815</id><published>2008-11-17T16:24:00.006+01:00</published><updated>2008-11-17T18:03:58.673+01:00</updated><title type='text'>Come intrattenere un bimbo piccolo?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ciao a tutte care visitatrici; sono un paio di giorni che non affrontiamo più nessun argomento; infatti oggi volevo parlarvi di come è possibile intrattenere un bimbo piccolo!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ci sono molto metodi per intrattenere un bambino, ma oggi parleremo di quelli più semplici e "spiritosi".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Lo specchio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: lo sapevate che tutti i bambini sono narcisisti?passano volentieri ore ed ore daventi ad uno specchio...se riuscite a metterne uno alla loro altezza potrete farvi tranquillamente una bella doccia in tutta serenità!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Nella vecchia fattoria&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: i bambini adorano quando facciamo dei versi assurdi, e con questa canzoncina, ritmata a dovere e con i toni giusti, potrete far mangiare anche i più inappetenti!!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Pentole e coperchi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: ma anche contenitori e scatoline, a quest'età sono così curiosi che giocano con tutto ciò che fa rumore..tranne coi loro giochi!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Fiori e piante&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: i bimbi sono amanti della natura ..adorano strappare e manipolare fiori e piante...chi ha un giardin lo sa...però in un giardino pubblico il divertimento è assicurato!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Arrampicata libera&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;:quanto piace a tutti arrampicarsi?ebbene, se provate a fare un percorso di cuscini a diverse altezze, stanno li a provare e riprovare finche, come dei piccoli soldatini, non avranno completato il percorso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;La piscina con le palline&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: Quando è estate potete riempire una piscinetta con tante palline colorate ..vedrete che i vostri bimbi impazziranno!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Cassettomania&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: se avete in casa un cassetto ad altezza di monello, riempitelo con oggetti d'uso quotidiano (una rivista, una spazzola nuova, un vecchio joystick o telecomando, ecc.) e ogni tanto lasciatelo aperto ...vedrete che divetimento!!! ricordate però di cambiare il contenuto ogni settimana altrimenti perderà interesse!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Cantare e mimare&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: quando sono nervosetti se cantate e mimate la canzone, per cinque minuti smettono di frignettare..va bene qualunque canzoncina ..basta che sia mimata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Televisione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: su questo intrattenimento i pareri sono discrdanti, ma a piccolissime dosi può essere un divertimento per i più piccini òpurchè si selezionino i programmi, ma miraccomando usare con moderazione a quest'età non più di un'ora al giorno, possibilmente con intervalli lunghi (20 minuti la mattina, 20 al pomeriggio e 20 la sera).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Trottola&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;: una must a quest'età, una trottola magari musicale, non può mancare nei giochi dei vostri figli..un pò come le costruzioni!!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-3240947958699118815?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/3240947958699118815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=3240947958699118815' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3240947958699118815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/3240947958699118815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/come-intrattenere-un-bimbo-piccolo.html' title='Come intrattenere un bimbo piccolo?'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-222236989500077577</id><published>2008-11-08T12:00:00.003+01:00</published><updated>2008-11-08T12:10:16.537+01:00</updated><title type='text'>Musicoterapia !!!</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Caro lettore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-size:130%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;, ieri stavo guardando un servizio in tv riguardo alla musicoterapia e essendo rimasta molto colpita volevo accennarvi anche questo metodo di cura come ho fatto con la terapia del sorriso. Da sempre la musica fa bene all’uomo e la storia ci insegna che non esiste e non è esistita popolazione senza musiche e danze, a partire dalla notte dei tempi. Sul nostro pianeta Terra, tutto ciò che è vivo vibra di onde sonore. La vita di ciascuno di noi ha avuto inizio attraverso il cullamento delle onde sonore del corpo materno (la prima orchestra)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; La musica, nelle sue pressoché infinite forme e stili, ci ripropone l’accoglienza, il coinvolgimento, la gioia che abbiamo conosciuto anco&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;r prima di venire al mondo. Chi opera servendosi della musica come terapia, ossia si prende cura delle persone (non importa se bambini o adulti) facendo musica con loro, si impegna a creare un dialogo. In musicoterapia si comunica con i suoni, con i giochi musicali che sorgono spontanei. In musicoterapia conta quello che il professionista sa fare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;. Poiché si tratta di musicoterapia egli, in primo luogo, sa come suonare nelle diverse situazioni. Da più di trent’anni, nel nostro paese, esiste il bisticcio fra i termini "musicoterapista", "musico terapeuta. Il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; musicoterapeuta è in grado di operare trasformazioni e cambiamenti interiori attraverso i giochi creativi dell’&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;improvvisazione musicale critica, l'utilizzo degli strumenti musicali idiofoni&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; ecc. L’agire attraverso la musica si dimostra indispensabile per creare una relazione interpersonale fondata su emozioni di gioia partecipativa, sul nascere della fiducia in se stesso, dell’autostima, sul giungere ad una relazione costruttiva con il mondo, con gli altri, con se stesso. Vivere emozioni di gioia, superare ostacoli che rischiano di compromettere la relazione, affrontare patologie, le più varie, con la musica, secondo i principi sui quali si fonda la musicoterapia umanistica, significa portare mo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SRVzO97srnI/AAAAAAAAABg/Q5QmDIxttOM/s1600-h/musicoterapia-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 187px; height: 142px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SRVzO97srnI/AAAAAAAAABg/Q5QmDIxttOM/s320/musicoterapia-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266242040259980914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; nuovi di interagire che conducono verso eventi fin qui collocati nell’ambito dei miracoli e d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;ell&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;e cose impossibili. La musicoterapia umanistica presenta fondamenti teorico&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;epistemologici sul gra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;ndissimo e sempre più diffuso tema dei disturbi o assenza di linguaggio verbale e degli apprendimenti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; in generale. Sottolineiamo il fatto che, anche a novant’anni, l’essere umano è in grado di imparare qualcosa di nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-222236989500077577?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/222236989500077577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=222236989500077577' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/222236989500077577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/222236989500077577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/musicoterapia.html' title='Musicoterapia !!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SRVzO97srnI/AAAAAAAAABg/Q5QmDIxttOM/s72-c/musicoterapia-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-2321496378104468002</id><published>2008-11-07T12:32:00.004+01:00</published><updated>2008-11-08T12:13:22.108+01:00</updated><title type='text'>Sviluppo emotivo ed affettivo dai 3 ai 6 anni.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;Ciao visitatrici, spero che gli argomenti che sto trattando vi interessino particolarmente, oggi volevo continuare a parlare dello sviluppo toccate il tema dello sviluppo emotivo ed affettivo dei bambini dai 3 ai 6 anni. Iniziamo spiegando cosa significa sviluppo.&lt;br /&gt;Con questo termine ci si riferisce ad una serie di cambiamenti, sia quantitativi che qualitativi, che si verificano nel corso della vita della persona.&lt;br /&gt;Lo sviluppo affettivo ed emotivo si riferisce all'evoluzione del complesso dinamico dei vari sentimenti e alle valenze da questi assunte. La comunicazione affettiva è presente fin dal concepimento  grazie alla simbiosi esistente tra madre e feto; quest'ultimo man mano che si sviluppa diventa capace di percepire stimoli diversi dalla madre. Ormai le recenti ricerche mettono in evidenza come la fase prenatale è caratterizzata da un'ampia esperienza affettiva da parte del feto sia recettiva che attiva.&lt;br /&gt;Lo sviluppo di un'affettività ed emotività armonica e ben strutturata costituisce la base indispensabile ai fini della formazione di una personalità sana.&lt;br /&gt;Un'affettività disturbata comporterà sempre dei disturbi nelle altre sfere della personalità.&lt;br /&gt;Come procedelo sviluppo affettivo ed emotivo e quali abilità acquisiscono i bambini tra i tre ed i sei anni?&lt;br /&gt;A &lt;u&gt;3 anni&lt;/u&gt; i bambini acquisiscono il concetto di un sé privato, pensante, non visibile ad un osservatore esterno. Cominciano a capire che gli adulti non possono vedere i loro pensieri e scoprono di conseguenza di poter dire anche qualche bugia.&lt;br /&gt;I bambini di 3-4 anni, inoltre, parlano di sé in prima persona e si riconoscono come autori dei loro discorsi. Apprendono precocemente ciò che i genitori o gli insegnanti si attendono da loro. Si può dire che interiorizzano le loro norme e i loro valori.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Tra i 4 e i 6 anni&lt;/u&gt; cominciano a porre domande di tipo “filosofico” (&lt;i&gt;per esempio da dove vengono gli uomini, dove sta il pensiero&lt;/i&gt;), al tempo stesso però i legami tra le cose rispondono ancora a criteri soggettivi. Di alcuni oggetti possono comprendere il loro funzionamento di altri no. Possono pensare, per esempio, che il campanello della bici sia necessario al movimento ed ignorare il ruolo della catena. Sanno, però, immaginare situazioni che non esistono e questa abilità consente loro di fare nuovi giochi di fantasia e di invenzione e di apprezzare le fiabe.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Tra i tre e i sei anni&lt;/u&gt; i bambini scoprono anche il piacere di toccare i propri organi genitali e sono interessati alle differenze di genere. E' bene non assumere atteggiamenti punitivi o di sconcerto di fronte alle normali curiosità di questa età; non è invece consigliato sollecitare nei bambini di proposito la loro sessualità con carezze insistenti o sfregamenti che possono eccitarli. Bisogna anche considerare che la sessualità di bambini tra i tre e i sei anni ha una carica erotica limitata. Nel bambino piccolo il piacere erotico provocato dalla stimolazione degli organi genitali è piuttosto modesto, tranne che per una minoranza di bambini che risulta essere più eccitabile rispetto alla maggioranza. I bambini scoprono poi le differenze anatomiche tra i sessi e possono emergere le prime fantasie a sfondo sessuale.&lt;br /&gt;Tra i quattro e i sei anni emerge, anche, il senso del pudore che secondo alcuni dipende dalle sensazioni che il bambino prova e, secondo altri, dipende soprattutto dal tipo di ambiente che circonda il bambino. La nudità del corpo umano, in effetti, assume valori diversi in contesti differenti e non è sempre associata ad eccitazione sessuale.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Tra i 3 e i 6 anni&lt;/u&gt; i bambini hanno bisogno di avere ampie opportunità di contatti sociali, in particolare con coetanei. La socializzazione con i coetanei prevede un piano di maggiore parità e consente di sperimentare anche altre abilità: gli amici devono essere conquistati, con loro si litiga ma si impara anche a fare la pace, bisogna impegnarsi per mantenere nel tempo le amicizie, si sviluppano gelosie e rivalità ma anche solidarietà e tolleranza reciproca.&lt;br /&gt;La comparsa dell'interazione linguistica fa emergere una nuova abilità relazionale sociale che consente la formazione di competenze affettive in merito allo sviluppo di sentimenti interindividuali segnando l'inizio di un'organizzazione permanente della dimensione affettiva stessa.&lt;br /&gt;La dimensione affettiva si articola e si definisce nelle sue valenze di rispetto, timore, fiducia, simpatia, antipatia ecc.&lt;br /&gt;Affettività ed intelligenza procedono in modo indissolubile, costituendo aspetti diversi ad ogni azione. Tutte le condotte umane sono caratterizzate da entrambi gli elementi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-2321496378104468002?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/2321496378104468002/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=2321496378104468002' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2321496378104468002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2321496378104468002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/sviluppo-emotivo-ed-affettivo-dai-3-ai.html' title='Sviluppo emotivo ed affettivo dai 3 ai 6 anni.'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-8362844196689448321</id><published>2008-11-05T20:36:00.007+01:00</published><updated>2008-11-07T12:36:20.677+01:00</updated><title type='text'>IL DISEGNO....una fonte di sorriso?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);font-size:100%;" &gt;Ciao a tutti!!! Oggi volevo parlarvi di una “terapia naturale” e da sempre esistita riguardo allo svago dei bambini che può essere utilizzata come oggetto nella terapia del sorriso. Si tratta dello sviluppo del disegno infantile e ve lo illustrerò nelle sue tappe evolutive.&lt;br /&gt;Vorrei iniziare partendo proprio da una semplice osservazione del bambino nei primi due anni di vita. Certamente ciò che ci colpisce è il suo inesauribile bisogno di fare esperienze attraverso il movimento; egli è assolutamente coinvolto dal suo continuo desiderio di compiere delle azioni e quindi si coinvolge in attività pratiche e manipolative.&lt;br /&gt;Il fare del bambino in questi due anni è assolutamente istintivo e casuale poi, lentamente inizia ad essere orientato a degli scopi. Questo lo possiamo notare quando il bambino comincia ad allungare un braccio per afferrare qualche oggetto e quando, successivamente, tenterà di compiere la stessa azione per soddisfare il medesimo interesse.&lt;br /&gt;Questa premessa può apparentemente sembrare lontana dalla comprensione dell'evoluzione del disegno infantile, ma ciò che ho descritto è il naturale e spontaneo processo di sviluppo che continua e si amplia nell'espressione grafica. Infatti, il disegno del bambino è all'inizio, verso i quindici mesi, generato da gesti casuali.&lt;br /&gt;Il piccolo prende una matita e, per caso o per imitazione, traccia il primo segno: ciò che gli dà soddisfazione e cerca di ripetere il gesto. Il bambino sarà contemporaneamente stupito della linea che è scaturita della punta della matita, ma anche entusiasmato dal piacere provato nell'eseguire il movimento che ha prodotto il segno.&lt;br /&gt;Dopo circa sei - sette mesi, quindi verso i vent'uno / ventidue mesi, l'attività istintiva del bambino si sfuma per lasciare emergere un timida intenzionalità, nel senso che il piccolo è in grado di coordinare meglio le sue capacità visive con quelle motorie, e quindi saprà orientare con più scaltrezza il suo movimento per produrre determinati segni. In questi mesi il bambino sarà interessato a produrre linee orizzontali, verticali e circolari, dette comunemente scarabocchi.Da diverse ricerche è emerso che la forma circolare sia la prediletta a questa età, perché è dovuta ad un movimento di base che egli compie facendo agire insieme la spalla, il braccio, il polso, la mano e le dita. Questo movimento infatti è stato ripreso anche nell'arte-terapia come esercizio di riscaldamento per aiutare il soggetto a mettersi in contatto con sé stesso.&lt;br /&gt;La nota ricercatrice Kellogg, analizzando molti disegni dei bambini in contesti culturali diversi, sostiene che la forma circolare è universale e la definisce una sorta di "arte infantile auto-appresa". Queste figure sarebbero per lei come dei veri e propri "mandala", perché permetterebbero al bambino di raffigurare gli oggetti più svariati arricchendo la forma base con modifiche e appendici di vario tipo.&lt;br /&gt;Intorno ai tre anni e mezzo, con l'arricchirsi dell'esperienza del bambino e del suo mondo interno rappresentativo, emergono timidamente i primi abbozzi della "FIGURA UMANA".Inizialmente sarà una forma rotonda con due appendici inferiori, quindi la testa e le gambe. Gradualmente gli altri elementi compariranno: le braccia come due fili attaccati alla testa, poi ancora un altro cerchio per definire "la pancia" e infine dei segni per caratterizzare il viso. Questi ultimi saranno indistintamente posti dentro o fuori dal cerchio "viso" e solo diversi mesi dopo troveranno una collocazione esatta. Il colore a questa età è utilizzato in modo assolutamente personale e soggettivo; il viso potrà perciò essere rosso, blu o di qualsiasi altro colore che piaccia al "piccolo artista": ciò che ha importanza per il bambino è il soddisfacimento del suo piacere.&lt;br /&gt;Per tutto il periodo dell'egocentrismo egli disegnerà non curandosi dell'ordine e della logica delle cose, ma obbedirà alla propria sequenza interna, quindi ai propri affetti.&lt;br /&gt;Facilmente in questo periodo si possono vedere oggetti con proporzioni "sbagliate" o con relazioni bizzarre, ma ciò indica l'importanza e l'interesse che sente il bambino per una determinata situazione o cosa o persona.&lt;br /&gt;Il disegno ora è come una fotografia dell'investimento affettivo del bambino, del suo modo di vedere la realtà, la quale spesso non collima con la realtà oggettiva. Il disegno è come una finestra che permette al piccolo sia di guardarsi dentro sia di guardare fuori e comprenderne il significato.&lt;br /&gt;In questa prospettiva si possono interpretare diversamente le omissioni, le dimenticanze, le ripetizioni e le esagerazioni che sempre accompagnano le produzioni dei bambini.Da questa introduzione si può capire che il disegno è strettamente legato alla maturazione affettiva, intellettiva e sociale del bambino. Verso i sei anni, il bambino, uscendo un po' dal suo egocentrismo, inizia ad essere interessato anche al mondo naturale e quindi si esperimenta nel rappresentare il PAESAGGIO. Lo sforzo che egli deve compiere in questa tappa è quello di adattare ed elaborare de&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);font-size:100%;" &gt;i nuovi segn&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SRH7cMGs9RI/AAAAAAAAABY/aCEhL2IvYAA/s1600-h/5_grande.gif"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265265901077067026" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 206px; height: 141px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SRH7cMGs9RI/AAAAAAAAABY/aCEhL2IvYAA/s200/5_grande.gif" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;i adeguati alla sua rappresentazione. Come per la figura umana, anche per il paesaggio c'è inizialmente la ripetizione della stessa immagine per possederla in maniera certa, poi avviene il suo continuo arricchimento. Le prime case dei bambini sono composte da un quadrato e un triangolo; verso i cinque - sei anni compaiono le finestre con le tende, con le maniglie…c'è quindi la ricerca del dettaglio e l'interesse ad abbellire l'immagine stessa. Anche l'uso del colore diventa regolato da un esame della realtà maggiormente attinente, ma comunque ancora permane una certa soggettività.&lt;br /&gt;In questa fase quasi tutti i bambini riescono a colorare dentro ad una forma; ormai hanno chiaro il concetto della linea come elemento che definisce lo spazio e quindi stabilisce il dentro e il fuori.&lt;br /&gt;Con l'assimilazione di queste abilità c'è anche il rinforzarsi della relazione tra il colore e l'oggetto, una rappresentazione dello spazio che svela i nuovi rapporti di consapevolezza circa l'ambiente che lo circonda, ed inoltre il bambino non disegna più solo dal suo punto di vista ma considera la relazione logica fra gli oggetti. Il bambino ora riesce anche a disporre le immagini di un disegno secondo un ordine temporale e a poter verbalizzare l'effetto causale.&lt;br /&gt;Nei disegni dei bambini compare anche la linea di terra. Ma a quest'età il bambino introduce anche un'altra linea, quella del cielo, dopo la quale generalmente c'è il colore azzurro. Queste partizioni dello spazio, le quali possono apparire semplici, in realtà riproducono un'analisi ed un'elaborazione molto complessa che il bambino compie sulla realtà.&lt;br /&gt;Fino ai nove anni questa abilità di osservare e riprodurre in modo quasi schematico diventa la caratteristica principale della FASE DELLA COMPLESSITA'. Il bambino diventa abile a raggruppare, categorizzare e ordinare secondo categorie logiche, e poi riesce a riflettere queste elaborazioni mentali nelle rappresentazioni grafiche con semplicità e spontaneità.&lt;br /&gt;La figura umana ora è definita, e spesso ripetuta perché ormai assolutamente sperimentata, ma nello stesso tempo adattabile a esprimere nuovi contesti. Ad esempio, se un bambino vede un particolare personaggio in TV lo riesce a riprodurre partendo dallo schema base per poi integrarlo con altre forme o colori in modo da avvicinarlo al modello.&lt;br /&gt;Il bambino manifesta in questi "adattamenti" la sua creatività, la sua possibilità di elaborare conoscenze possedute. Anche il colore è ora usato secondo uno schema astratto e simbolico: il cielo azzurro, l'erba verde.., ma anche questo schema è personalizzato pur rimanendo ad esso fedele.&lt;br /&gt;Dai nove anni in avanti si manifestano graduali cambiamenti che testimoniano i progressi nella maturazione percettiva ed intellettiva e la rinnovata sensibilità nel rappresentare l'esperienza. Scompaiono, infatti, gli schemi ripetitivi e si presentano modalità originali di rappresentazione, con una notevole quantità di dettagli. Anche nella fase precedente c'erano i dettagli, ma erano proposti sinteticamente e attraverso forme e linee geometriche; ora sono più realistiche e concrete.&lt;br /&gt;Anche la capacità di osservare è di qualità migliore, quindi scompaiono le esagerazioni e le deformazioni con le quali in bambino esprimeva il suo vissuto, perché questo è manifestato o con l'inserimento di particolari o con la scelta stessa dell'immagine rappresentata. Il legame stretto oggetto - colore è meno rigido e vincolante, quindi c'è il tentativo di coglierne la particolarità e la specificità.&lt;br /&gt;Verso gli undici anni, si nota un ulteriore progresso nelle rappresentazioni: i particolari e le sfumature sono dominanti, c'è il riconoscimento degli effetti di chiaro - scuro, si esprime una certa prospettiva e la tridimensionalità, avviene la personalizzazione delle figure umane caratterizzandone l'espressione del viso e le caratteristiche sessuali, c'è la morbidezza delle linee per mostrare particolari oggetti e/o avvenimenti, e poi l'emergere dello spirito critico e quindi una risultante Immagine che tiene conto del mondo affettivo ed emotivo ormai evoluto del ragazzino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-8362844196689448321?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/8362844196689448321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=8362844196689448321' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8362844196689448321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/8362844196689448321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/il-disegnouna-fonte-di-sorriso.html' title='IL DISEGNO....una fonte di sorriso?'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SRH7cMGs9RI/AAAAAAAAABY/aCEhL2IvYAA/s72-c/5_grande.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-5774952106285854831</id><published>2008-11-04T14:36:00.003+01:00</published><updated>2008-11-04T14:43:51.808+01:00</updated><title type='text'>Associazioni di volontariato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Ciao...oggi volevo parlarvi delle associazioni di volontariato e in questo modo colgo l'occasione di rispondere a Francesca riguardo alla sua domanda se per fare del volontariato in ospedale occorre iscriversi ad un asscoiazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;L'associazione migliore è l'ABIO con diversi sedi. Questa richiede obbligatoria al corso di formazione, un turno settimanale di minimo quattro ore per almeno un anno e la presenza obbligatoria dei gruppi di aggiornamento. L'età minima per parteciparvi è di 18 anni e l'età massima è di 69 per motivi assicurativi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#006600;"&gt;Chi volesse ricevere maggiori informazioni mi contatti tranquillamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-5774952106285854831?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/5774952106285854831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=5774952106285854831' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/5774952106285854831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/5774952106285854831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/associazioni-di-volontariato.html' title='Associazioni di volontariato'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-5804583753135322780</id><published>2008-11-03T20:49:00.004+01:00</published><updated>2008-11-03T22:23:49.697+01:00</updated><title type='text'>Terapia del sorriso.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQ9rzzaMMqI/AAAAAAAAABI/dQYYmCpHN9c/s1600-h/Brescia+bergamocorsia4.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQ9rzzaMMqI/AAAAAAAAABI/dQYYmCpHN9c/s200/Brescia+bergamocorsia4.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264545027136959138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" &gt;Eccoci di nuovo qui!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" &gt;Oggi volevo integrare l'argomento precedentemente trattato sui problemi dell'infanzia mettendo in luce una terapia possibile per tali problemi. Questa è la smile Therapy  o meglio chiamata terapia del sorriso&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" class="ff2" &gt;; è una tecnica messa a punto osservando i bisogni delle persone al di là delle cure mediche rivolte al corpo fisico o alla mente.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" class="ff2" &gt; La Terapia del Sorriso non vuole essere solo una "tecnica" che include il linguaggio per entrare in contatto con le emozioni , ma uno strumento di consapevolezza che permetta al bambino di sentirsi protagonista della sua vita attraverso la creatività e all'adulto di consapevolizzare che il riequilibrio emozionale è un importante mezzo per agevolare la sua guarigione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" class="ff2" &gt;La Terapia del Sorriso comprende due tecniche, entrambe hanno il fine di esternare e riequilibrare le emozioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" class="ff2" &gt;Mentre l’Animazione Terapeutica si occupa di risvegliare la parte sana che vive dentro noi, l’Animazione emozionale riequilibra la parte emozionale della persona .&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" class="ff2" &gt;L’Animazione Terapeutica è rivolta al bambino , agli educatori e ai famigliari, poiché prevede degli esercizi gioco che lo coinvolgono direttamente al fine di esternare e riequilibrare le sue emozioni.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" class="ff2" &gt;L’Animazione Emozionale invece è una tecnica che si rivolge al neonato, al neonato pretermine e a tutte le persone non autonome, poiché si serve di un metodo per entrare in contatto con chi non può esprimersi, comunicando attraverso le emozioni.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-size:100%;" class="ff2" &gt;Tutto è relativo, l’unica risposta per applicare una tecnica piuttosto che l’altra, viene data dalla persona, dalle sue emozioni, dalla reazione alla situazione che sta vivendo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-5804583753135322780?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/5804583753135322780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=5804583753135322780' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/5804583753135322780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/5804583753135322780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/terapia-del-sorriso.html' title='Terapia del sorriso.'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQ9rzzaMMqI/AAAAAAAAABI/dQYYmCpHN9c/s72-c/Brescia+bergamocorsia4.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-911133038659186486</id><published>2008-11-01T11:13:00.009+01:00</published><updated>2008-11-01T11:40:08.652+01:00</updated><title type='text'>Disturbi infantili</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQwwf7C64QI/AAAAAAAAABA/XtlUy_j5En8/s1600-h/bimba+triste.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 198px; height: 196px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQwwf7C64QI/AAAAAAAAABA/XtlUy_j5En8/s200/bimba+triste.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263635389473284354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Ciao ragazze, oggi  parleremo di disturbi infantili; una patologia molto diffuso negli ultimi anni.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;I problemi legati al benessere emotivo del bambino e dell’adolescente non sempre ricevono la dovuta considerazione nell’ambito della programmazione degli interventi sanitari. Ciò non può che sorprendere se si considerano i devastanti effetti che la sofferenza emotiva produce nella vita del bambino, ripercuotendosi spesso sul suo futuro adattamento in età adulta. I più frequenti di questi effetti sono problemi scolastici, difficoltà relazionali, comportamenti devianti, condotte suicidarie. La depressione intesa come sintomo si riferisce a un tono dell’umore caratterizzato da tristezza, uno stato d’animo che può pervadere di tanto in tanto la vita di un bambino, spesso per problemi contingenti, quali complicazioni scolastiche, difficoltà ad essere accettato dai coetanei, problemi nell’ambito della famiglia. La depressione intesa invece come sindrome clinica, in età evolutiva è spesso associata ad eventi particolarmente stressanti quali: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li  style="color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;malattia personale (allergie, asma, gravi problemi organici)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li  style="color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ambiente domestico disagiato (confusione, sporcizia, rumorosità)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li  style="color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;grave malattia di un genitore o un fratello&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;ambiente scolastico      sfavorevole (competitività, insegnanti inadeguati, compagni prepotenti&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;        &lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-911133038659186486?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/911133038659186486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=911133038659186486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/911133038659186486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/911133038659186486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/disturbi-infantili.html' title='Disturbi infantili'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQwwf7C64QI/AAAAAAAAABA/XtlUy_j5En8/s72-c/bimba+triste.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-158408299200295547</id><published>2008-11-01T10:40:00.004+01:00</published><updated>2008-11-01T11:01:42.531+01:00</updated><title type='text'>Cosa significa formazione?</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-size:14;color:teal;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; color: teal;"&gt;P&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: teal;"&gt;er nessuna fascia d’età la parola formazione è così appropriata come per i primi anni di scuola, anche se normalmente quando parliamo di formazione pensiamo soprattutto alle scuole superiori o all’università.&lt;strong&gt;S&lt;/strong&gt;e assumiamo il termine formazione nel suo significato etimologico di "dare una forma", è il bambino piccolo che maggiormente richiede un’azione formativa, capace cioè di strutturare e ricomporre tutte quelle funzioni e potenzialità, che non hanno ancora una forma precisa, ma che costituiscono in germe l’individualità di ognuno. &lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;n progetto di formazione per la prima infanzia deve partire da questa prima considerazione: formare il bambino vuol dire innanzitutto accogliere, leggere e interpretare i suoi bisogni e le sue risorse, mettendovi ordine attraverso interventi e metodi adeguati.&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;ensare il bambino piccolo come un soggetto portatore di competenze non ancora espresse, con delle risorse naturali che, se opportunamente sollecitate, sono in grado di favorire la sua crescita e maturazione, significa pensare la sua formazione come un’intelligente opera di stimolazione, e al tempo stesso di guida e contenimento. Ciò vuol dire offrire al bambino occasioni per esercitare e sviluppare le sue potenzialità, guidandolo con autorevolezza, ma con il giusto rispetto della sua crescente autonomia, e creando un contesto ambientale e delle relazioni che lo facciano sentire sicuro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color: teal;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-158408299200295547?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/158408299200295547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=158408299200295547' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/158408299200295547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/158408299200295547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/11/cosa-significa-formazione.html' title='Cosa significa formazione?'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1855400583109569432.post-2250739947191777583</id><published>2008-10-31T10:19:00.002+01:00</published><updated>2008-11-01T10:37:37.579+01:00</updated><title type='text'>Eccomi qua!!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQwi4c344JI/AAAAAAAAAAw/r1e90R07cE0/s1600-h/children.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 293px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQwi4c344JI/AAAAAAAAAAw/r1e90R07cE0/s400/children.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5263620417707892882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Ciao a tutt&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;strong&gt;i mi chiamo Giulia!! Ho creato questo blog per aggiornare e informare i miei&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;&lt;strong&gt; visitatori su numerosi temi &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;riguardanti la prima infanzia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1855400583109569432-2250739947191777583?l=educatoreprimainfanzia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/feeds/2250739947191777583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1855400583109569432&amp;postID=2250739947191777583' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2250739947191777583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1855400583109569432/posts/default/2250739947191777583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://educatoreprimainfanzia.blogspot.com/2008/10/eccomi-qua.html' title='Eccomi qua!!!'/><author><name>Giulia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10169424775361422847</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/STPyMUXCC9I/AAAAAAAAACc/D2ayIICOJNQ/S220/IMG_4503.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_0i0-KFkai7U/SQwi4c344JI/AAAAAAAAAAw/r1e90R07cE0/s72-c/children.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
